Sui binari la politica non... converge
L’uscita del candidato del Pd, Matteo Ricci, trova critiche da parte di D’Annadi ROBERTO DAMIANI
SUL FUTURO della linea ferroviaria Urbino-Fano ci sono due pericoli da evitare: l’ennesimo convegno e il solito pessimismo. Sembrava lanciato verso questi due obiettivi anche Matteo Ricci, candidato del Pd alla presidenza della Provincia, il quale ha ipotizzato in assemblee pubbliche a Fano e Fermignano che una pista ciclabile al posto dei binari farebbe contenti gli amanti del genere e i turisti del nord Europa. Ma poi in successive occasioni ha specificato che sarebbe contentissimo se si potesse far risorgere la linea con un treno moderno, che colleghi velocemente come una metropolitana esterna il mare alle colline fino a Urbino, in uno scenario che la natura mette a disposizione in poche parti del mondo. Solo che teme che costi troppo e che la Provincia o la Regione non siano in grado di trovare i finanziamenti necessari. Per questo, il ripiego della pista ciclabile «come ipotesi di lavoro». Non ci sta a queste considerazioni il consigliere regionale Giancarlo D’Anna: «La linea Urbino-Fano deve diventare un’alternativa al traffico su gomma e all’inquinamento ripristinando, in forma moderna la ferrovia. Da un giovane mi sarei aspettato il coraggio di una scelta chiara e non demagogica. Invece Ricci, inizia col non decidere, col rinviare ancora una volta una soluzione che porterebbe benefici al traffico decongestionando le strade interne, ridurrebbe in modo consistente incidenti e inquinamento, ridurrebbe l’isolamento dell’entroterra, offrirebbe a studenti, lavoratori e turisti una valida e comoda alternativa ai mezzi privati. Proprio di recente, a Fano, in occasione della Giornata della Protezione Civile, era presente una rappresentanza del Genio Ferrovieri che ha confermato con la sua presenza l’attenzione alla linea ferroviaria — chiusa per ottusità politica ed evidenti interessi privati — che potrebbe diventare una “palestra” per il Genio Ferrovieri che al ripristino delle ferrovie in disuso dedica parte del suo lavoro in Italia e nelle missioni all’estero. Anche il presidente della Regione Spacca, presente a Fano alla manifestazione della Protezione Civile, ha prestato attenzione all’ipotesi del ripristino con il coinvolgimento del Genio. Ricci invece — continua il consigliere D’Anna — preso dalla sindrome del “Giro”, vuole trasformare quel tragitto in pista ciclabile. Per carità ben vengano le piste ciclabili, delle quali c’è sicuramente bisogno soprattutto lungo le strade nazionali e provinciali ed è lì che si deve incidere, dove quotidianamente ciclisti e pedoni rischiano la vita. Su quello e per quello siamo con lui quando e se deciderà di intervenire. Sulla Urbino-Fano siamo con chi, guardando al futuro crede nei mezzi alternativi all’automobile».
SE LE GRANDI imprese cominciano dai piccoli gesti, basterebbe che il candidato del Pd alla guida della Provincia conoscesse tutti coloro che ogni fine settimana escono di casa e vanno a tagliare erbacce e a rimuovere ostacoli lungo la linea ferroviaria da Canavaccio a Urbino con l’unico scopo di tenerla pulita e percorribile. Dovrebbero farlo i Comuni che continuano a ricevere dalle Ferrovie i soldi per tenere pulita la tratta. Invece lo fanno i volontari dell’associazione Ferrovia valle del Metauro guidata dal dottor Carlo Bellagamba (sito:
www.ferroviafvm.it.), che sul futuro di quel treno ne sa molto di più di mille inutili cassandre.