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Posto quì due articoli che possono alimentare la nostra discussione.
La dislocazionedi carri-botte con acquasulla tratta metaurensesarebbe utilissimaalla protezione civile
I volontari sottoporranno lÂ’idea alla Regione
“RIATTIVARE LA FERROVIA COME VIA DI SOCCORSO”
Fano – L’Associazione Ferrovia Val Metauro concretizza la sua disponibilità alla tutela e allo sviluppo del territorio. Un gruppo di volontari, nato al suo interno, è stato da poche settimane, iscritto dalla Regione Marche al suo Registro delle organizzazioni di volontariato del settore della Protezione civile.
“Il nostro gruppo, costituito da 11 uomini, è ovviamente a disposizione di qualsiasi emergenza - spiega il presidente Avfm, l’urbinate Carlo Bellagamba - ma perseguiamo lo scopo dello statuto della nostra associazione, quello di sorvegliare la linea ferroviaria Fano-Urbino e di garantire al cittadino la sicurezza e l’igiene di questo tratto”.
Sono ormai anni che i ragazzi della ferrovia diserbano, puliscono e lucidano la linea Fano –Urbino. Chilometri di binari che attraversano tutto una serie di comuni e che non sono stati trattati con la dovuta sensibilità . Fano ed Urbino ad esempio hanno recepito tutte le osservazioni in merito al mantenimento formale della linea. Ma Saltara e Serrungarina hanno preferito cancellarla all’ altezza di Calcinelli e di Tavernelle. Idem a Canavaccio, anche se il nuovo piano regolatore di Fermignano ha previsto nella sua nuova rotatoria il mantenimento dei binari.
“Forse sono stati influenzati dalla praticità di un manto stradale omogeneo, ma sono opere pubbliche quasi abusive che hanno palesemente ignorato la differenza tra una linea temporaneamente fuori servizio ed una linea dismessa”, commenta Bellagamba.
Ecco perché sulla scia della loro entrata nel mondo ufficiale del volontariato, quelli dell’Avfm stanno per sottoporre alla Regione Marche una nuova idea. Molto operativa ma anche molto delicata. Quella di investire per riattivare in un modo sommario la linea, ma non per il transito di passeggeri e nemmeno per le merce ma come via di soccorso o addirittura di fuga in caso d’ emergenza e di dislocare lungo il tratto una serie di carri-botte pieni d’ acqua. Ognuno equivalente a circa 10 autocisterne. Facile immaginare quanto potrebbe potenziare la protezione di aree come le Cesane od essere una garanzia per la città d’Urbino.
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Sturani: “Obiettivo, mettere in campo un’azione sinergica verso il Governo per avviare gli interventi”
Ferrovia dei due mari e trasversale Civitavecchia-Ancona, summit in Comune per la piattaforma logistica
Tirreno-Adriatico, il progetto prende quota
ANCONA - Il progetto ha un nome dimesso: “Ferrovia dei due mari”, ma esprime in sintesi uno dei temi chiave dell’idea di sviluppo di Ancona e delle Marche come città e regione cerniera del Centro-Italia. Si tratta dell’idea di progettare, con risorse convergenti del Governo centrale, delle Regioni Umbria, Marche e Lazio e dei Comuni di Terni, Ancona e Civitavecchia, una connessione forte tra i porti di Civitavecchia e di Ancona sviluppando ed implementando, innovandoli i progetti attualmente in cantiere e relativi ai collegamenti ferroviari Orte-Ancona e Orte-Civitavecchia, con il raddoppio della Orte-Falconara e la messa in ripristino della Orte-Capranica-Civitavecchia.
Attorno a questa idea si sono riuniti a Palazzo del Popolo i sindaci di Ancona, Civitavecchia e Terni, gli assessori alle infrastrutture e trasporti di Marche, Umbria e Lazio, il Presidente dell’Autorità portuale Montanari, una rappresentanza dell’Autorità Portuale di Civitavecchia e tecnici. L’incontro è stato convocato dal sindaco Sturani con i colleghi Gianni Moscherini di Civitavecchia e Paolo Raffaelli di Terni. Al centro, il rilancio dei due progetti “Ferrovia dei due Mari” e ”Trasversale stradale Civitavecchia-Ancona”. Due poli logistici cruciali per l’economia, come ha sottolineato il sindaco di Civitavecchia Moscherini, che oggi come non mai ha bisogno di una seria politica integrata dei trasporti. Ma obiettivo dell’incontro, come ha spiegato Sturani, è stato anche “quello di mettere in campo un’azione comune verso il Governo”. Si tratta di spingerlo ad avviare “quegli interventi infrastrutturali indispensabili per realizzare questo nuovo collegamento, come ad esempio il raddoppio ferroviario Orte Falconara, oltre a quegli interventi stradali previsti da anni, rispetto ai quali, si ritiene, che sia necessario inserirli in un progetto unitario di area vasta”.
“Per il sistema industriale ternano e umbro – ha aggiunto il sindaco di Terni Raffaelli – questo rappresenta l’opportunità di una integrazione compiuta rispetto ai due mari e ai mercati orientali e occidentali. Il collegamento Tirreno-Adriatico ha una valenza europea e per le produzioni umbre è la condizione indispensabile per l’apertura ai mercati mondiali”.
“Come Regione Umbria – ha aggiunto l’assessore Giuseppe Mascio – siamo da sempre promotori di iniziative di collegamento dei due mari, passando da piattaforme logistiche che attraversino il centro Italia e lo snodo umbro, costituito dalle tre piattaforme di Città di Castello, Foligno e Terni”.
Un collegamento mare-mare di importanza strategica per la competitività del Centro Italia, dunque, che tenga conto sia dello sviluppo della linea ferroviaria, sia di quella autostradale e che veda Governo e Ferrovie come interlocutori principali, rispetto a un nucleo di Enti locali capaci di far sentire, attraverso la rete che da ieri si è costituita, il proprio peso specifico ma anche di proporre un progetto concreto, che risponda alla duplice esigenza di presentare un piano a lungo termine e, al contempo, soluzioni operative che garantiscano, nell’immediato, collegamenti efficienti e rispondenti alle richieste delle realtà industriali.
Per la redazione del progetto il tavolo ha deciso che si formerà un gruppo tecnico composto dagli esperti di ciascun ente locale. “Questo progetto di collegamento dei due mari – ha sottolineato l’assessore regionale ai Trasporti Loredana Pistelli – è la concretizzazione del corridoio centrale previsto dall’Unione europea. Esso permette il collegamento sia con l’Europa dell’Est che con quella dell’Ovest. Inoltre l’utilizzo e la razionalizzazione dei diversi tipi di infrastrutture porterà all’alleggerimento del traffico pesante su gomma a favore delle rotaie. Per le Marche inoltre, costituirà un risultato molto importante, perché contribuirà allo sviluppo dello scalo dorico”. Scalo dorico che, ha aggiunto il presidente dell’Autorità Portuale di Ancona Giovanni Montanari, può funzionare da modello: “Sottolineo con soddisfazione che in questa sede si è preso atto del nostro progetto, che si può considerare come la partenza immediata. Di lì, poi, si passerà a un progetto più razionale e definitivo, soprattutto dal punto di vista delle reti ferroviarie”.
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Quello che mi fa riflettere, nel secondo articolo, è il fatto che, nell'ambito del progetto della "Ferrovia dei due mari", la nostra Fano-Urbino non sia stata menzionata.
_________________ CARA FANO-URBINO, TI VOGLIO!
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