Un po di sane minchiate
FERROVIA PER URBINO: E’ NECESSARIO UN PROGETTO INDUSTRIALEIL MOVIMENTO Radicalsocialista plaude i partiti di Sinistra Unita per il loro impegno attivo nel riproporre la riapertura della linea ferroviaria Fano – Urbino e secondariamente per averlo inserito tra le priorità nei loro programmi di governo locale. Ciò detto, tornando nello specifico progetto, avremmo dei suggerimenti, delle idee da proporre, in aggiunta a quelle sviscerate nella conferenza di sabato scorso che purtroppo non hanno riscosso notevole successo anche fra coloro che istituzionalmente avrebbe dovuto raccogliere l’invito all’azione da parte di Sinistra Unita. Crediamo infatti, che la richiesta di ripristinare tout court la vecchia linea ferroviaria senza avere un progetto industriale, ma anche turistico e culturale ecosostenibile, possa riscuotere pochi consensi. Riteniamo dunque che si debba agire su più fronti, sia per quanto riguarda l’orizzonte politico che quello culturale e imprenditoriale. Innanzitutto sarà importante individuare che tipo di mezzo di locomozione dovrà essere utilizzato: crediamo che un concorso indetto dalla Regione e dalle Università, con la partecipazione del mondo dell’industria e delle Ferrovie dello Stato a tal riguardo sia auspicabile. Un concorso per un mezzo di locomozione su rotaia innovativo ed ecosostenibile,
magari alimentato con energia fotovoltaica o ad idrogeno o una combinazione delle due.

Sarà compito di del concorso sviluppare tali idee. Ciò che è certo è che il nuovo mezzo di trasporto dovrà essere ad impatto zero.
Il treno dovrà essere fornito di personale di bordo, pensiamo a hostess e steward che forniranno cibi rigorosamente della vallata del Metauro. 
Ci sarà dunque lavoro per le aziende del settore alimentare, che saranno sponsor e finanziatori, insieme alle istituzioni, agli istituti di credito e alle imprese del settore turistico e culturale. Prevediamo, infatti, anche l’utilizzo di guide turistiche “on board” che, durante il tragitto, ragguaglieranno i turisti con informazioni concernenti sia i monumenti più importanti delle località attraversate dal treno che le strutture alberghiere, agriturismo, bed & breakfast disponibili in loco. E’ certo che un progetto così ambizioso necessiterà di finanziamenti congrui e che gli investimenti delle imprese da sole non basteranno. Il movimento Radicalsocialista, a tal riguardo, suggerisce che le risorse necessarie per la sua realizzazione siano da ricercarsi anche fra quelle messe a bilancio dalla Regione e dalla Provincia per le infrastrutture, facendo magari retromarcia su alcuni investimenti, come ad esempio la strada per le barche a Fano, inserita a budget quando il settore cantieristico andava a gonfie vele, ma che in questo momento è in grave crisi. Non crediamo che una strada possa risolvere i problemi di una crisi economica come quella in corso che non è ciclica ma sistemica, strutturale. Per essere chiari il movimento Radicalsocialista non crede che per certi settori ci sarà più un mercato florido come in passato e crede altresì che le risorse pubbliche debbano essere consequenzialmente reindirizzate verso altri progetti, secondo noi più innovativi ed assolutamente ecocompatibili. In conclusione, il movimento Radicalsocialista crede che la riapertura della linea ferroviaria Fano – Urbino sia una proposta percorribile, che porterà nuovi posti di lavoro, nei settori di riferimento e che non si possa rinunciare a tale occasione, soprattutto in un momento di crisi sistemica, come quella in corso. Ci proponiamo di discutere le nostre argomentazioni in una prossima, auspicabile, conferenza sul tema.
THOMAS OLIVIERI*,*COORDINATORE PROVINCIALE MOVIMENTO RADICALSOCIALISTA