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Le Ferrovie sotto accusa per i disservizi provocati in occasione del Carnevale con i passeggeri lasciati in stazione per ore nella speranza di partire
Pochi treni, impossibile lasciare Venezia
Giornata di passione con tafferugli e insulti per i troppi biglietti venduti e i convogli assolutamente insufficienti
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Lunedì 23 Febbraio 2009,
Venezia
NOSTRO SERVIZIO
Cordoni di polizia e carabinieri, spintoni, cori e qualche contuso.
Il ritorno a casa di migliaia di persone che ieri avevano scelto il treno per raggiungere Venezia, e che in treno volevano lasciarla, non poteva essere peggiore. Dalle 17.30 a serata inoltrata, alla stazione di Santa Lucia c’è stato il caos e solo per la prontezza delle forze dell’ordine e per una buona dose di fortuna, non è successo nulla di grave.
“Vergogna, vergogna, vergogna”, hanno urlato per ore passeggeri inferociti all’indirizzo di Trenitalia.
Terminati gli spettacoli in città decine di migliaia di turisti si sono diretti verso la ferrovia. Lì la brutta sorpresa. Non essendo previsti convogli speciali, in pochi minuti la stazione si è saturata. Ad avere la peggio sono stati i binari 11 e 14, quelli i cui treni erano in partenza per Bologna e Verona. Migliaia di persone hanno iniziato ad accalcarsi ed a spingere in direzione dei convogli. Verso le 18.30 i primi feriti, apparentemente non gravi. Un signore è stato scaraventato a terra dalla folla, mentre una donna è rimasta schiacciata.
In un clima surreale, tra persone inferocite, forze dell’ordine schierate per impedire l’accesso ai binari, verso le 19 si è rischiato grosso. Il treno in partenza per Verona previsto su di uno dei primi binari, è stato improvvisamente annunciato sul binario 14. Almeno un migliaio di persone hanno improvvisamente attraversato di corsa tutta la stazione. «State calmi, state calmi – ha urlato invano Maurizio Calligaro, capo di Gabinetto del sindaco - Non correte, non correte».
Nulla da fare, la folla è rimasta fuori controllo.
«Non è possibile che si verifichino simili episodi – ha detto preoccupato Calligaro - sono qui da un’ora a fare ordine pubblico ed ho già chiamato i vigili urbani in supporto. Continuano a spostare i treni ed invece di avvisare per tempo la Polfer, che potrebbe così organizzarsi, comunicano le variazioni ai passeggeri che corrono senza controllo».
Nonostante la cinquantina di poliziotti e carabinieri, la pressione della folla è stata più volte sul punto di prendere il sopravvento. Decine di persone, tra loro anche un padre con una bimba in braccio, hanno attraversato i binari.
«È uno schifo, una vergogna – ha inveito Maria – Ho due bimbi piccoli, siamo schiacciati da ore e ci hanno già fatto perdere due treni. Si devono vergognare, vergognare. Sapevano che saremmo dovuti tornare indietro, visto che siamo arrivati in treno».
Verso le 19.30 gli animi sono ormai fuori controllo. Decine di persone esasperate fischiano ed insultano Trenitalia.
«Quello che è appena partito era il terzo treno che questi signori mi hanno fatto perdere. Devo tornare a casa – urla inferocito Vincenzo Monaco».
«È sequestro di persona» replica un altro passeggero.
Alle 19.40 circa, il treno per Verona che sarebbe dovuto partire alle 19.04 lascia la stazione. Tra le decine di passeggeri rimasti a terra esplode la rabbia. In molti minacciano di scendere sui binari e di bloccare tutto. Qualcuno se la prende con gli agenti della Polfer. Nel treno appena partito migliaia di persone sono ammassate tra loro, in un vagone stracarico manca addirittura la luce.
Sono ormai le otto e mezza circa quando Trenitalia inizia a cercare di reperire un treno speciale per riportare a casa i malcapitati viaggiatori che non sono riusciti a partire. Qualcuno dovrà spiegare perché non ci hanno pensato prima.
Davide Calimani
Cita:
In attesa di un posto che non c’è
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Lunedì 23 Febbraio 2009,
Mestre
Niente treni speciali per Venezia in occasione del Carnevale e così i più fortunati sono costretti a viaggiare in condizioni disumane, mentre gli altri in piazza San Marco non ci arrivano nemmeno, impossibilitati a prendere posto su vagoni stipati fino all’inverosimile. Scene di rabbia e delusione ripetute uguali nelle varie stazioni, sia piccole che grandi, lungo le linee che portano in laguna. A Padova, a Treviso. Ma ancor di più a Noale, Scorzè, Portogruaro, San Donà, Quarto D’Altino. Per non parlare di Mestre, snodo obbligato. Difficoltà e disagi segnalati fin da metà mattina con passeggeri esasperati, ritardi medi di circa mezz’ora e rischio rissa a ogni fermata intermedia. Uno stato di crisi preventivato, tanto che la Polfer compartimentale nel weekend quintuplica gli agenti in servizio per garantire l’ordine pubblico, con il monitoraggio continuo dalla questura.
Il collasso lo si rischia in tarda mattinata. Nel momento cioè di maggior afflusso di gente su rotaia. A Mestre più di un treno si ferma e riparte lasciando a terra l’esercito in attesa che nel migliore dei casi agguanta la corsa successiva o ancora quella dopo.
L'avvisaglia di una giornata di passione sulle rotaie, arriva già alla vigilia, vale a dire sabato notte. C’è voluta tutta la professionalità degli agenti della Polfer per evitare che l’ultimo viaggio di ritorno dei nottambuli in costume si trasformasse in un mega-tafferuglio. L’assalto, selvaggio e irrazionale, si consuma alle 23.30 alla stazione Santa Lucia. Duemila persone premono per salire sull’intercity per Napoli. Tutti hanno pagato il supplemento, moltissimi quelli che devono percorrere la tratta solo fino a Padova. Nessuna prenotazione. I primi lunghi, lunghissimi momenti di tensione quando la gente comincia ad accalcarsi. È una vera e propria offensiva e si rischia lo scontro quando i poliziotti, non cedendo a provocazioni e insulti, cercano di far scendere i forzati festaioli. Irritazione e malessere alle stelle. Il capo treno decide di bloccare la partenza. C’è persino chi minaccia di mettersi in mezzo ai binari finché non avrà la certezza che Trenitalia metta a disposizione un treno speciale per poter rientrare. Inizia un’esasperante trattativa, durante la quale mantenere calmi gli animi è impresa tutt’altro che facile. Dopo l’una ecco il convoglio sostitutivo. Così il semaforo verde scatta pure per l’Intercity 771 diretto nel capoluogo partenopeo, con un ritardo di oltre un’ora.
Cita:
Il Comune: «È mancata
qualsiasi collaborazione»
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Lunedì 23 Febbraio 2009,
Venezia
NOSTRA REDAZIONE
«Non è con i treni straordinari che si risolve il problema. Possono farne anche cento e mandarci in città 300mila persone in un giorno, ma la capienza di Venezia ha un limite. No, bisogna che le Ferrovie tornino a comunicarci i dati sulle vendite di biglietti, cosa che non fanno più da otto anni».
Maurizio Calligaro, capo di gabinetto del sindaco e responsabile per la Protezione civile del Comune di Venezia, è nella stazione di Santa Lucia a controllare un esodo a dir poco disastroso e ha potuto toccare con mano i problemi causati da un afflusso turistico eccezionale non regolato. Proprio quello che da anni la città di Venezia fugge come la peste, tanto da aver creato un sistema di prenotazioni via Internet per disincentivare gli arrivi improvvisati penalizzandoli con tariffe molto più salate. Per chi prenota, sconti, facilitazioni e niente code, gli altri rischieranno di rimanere fuori. Il sistema è già attivo, si chiama "Venice connected" ed è stato presentato in pompa magna alla Bit di Milano.
Nulla, però, può l’informatica se una casella non va al suo posto.
«È pazzesco - spiega Calligaro - noi conosciamo in tempo reale gli arrivi di automobili, di pullman turistici, i biglietti venduti per i vaporetti e non riusciamo ad avere il dato dei treni. Eppure sarebbe essenziale, perché sapendo quanti biglietti hanno venduto siamo in grado di sapere all’istante quanto siamo vicini alla soglia di sostenibilità (115 - 120mila persone) e quindi segnalare alle biglietterie dei treni che è il caso di sospendere le vendite. Ma c’è di più. Se sappiamo che alle 11 sono arrivati 30mila turisti in treno, avvertiamo gli automobilisti con i cartelli elettronici in autostrada che se arrivano il pomeriggio rischiano di trovare il ponte chiuso».
Esiste infatti un accordo con la Prefettura in base al quale il sindaco può ordinare la chiusura del ponte translagunare quando il flusso in entrata rischia di diventare insostenibile. Il numero di passeggeri arrivati in treno però non c’è e ognuno si arrangia come può.
«Purtroppo siamo costretti a stimare gli arrivi - prosegue Calligaro -. In mattinata ho chiamato i volontari della Protezione civile in parte lungo il ponte della Costituzione e in parte sul ponte degli Scalzi, chiedendo misurazioni dei passaggi al minuto ogni dieci minuti. Il dato è una stima approssimativa che ci consente di fare alcune valutazioni, ma che non mi dà la possibilità di avvisare le stazioni a monte. Sarebbe così semplice. Abbiamo alcune idee in merito e cercheremo di attuarle, se Trenitalia ci darà una sponda. Potremmo anche fare un tentativo di sondare l’ora in cui la gente ha intenzione di arrivare».
Eppure il Comune di Venezia ha una certa esperienza in merito, tanto che lo scorso anno è riuscito a gestire senza nessun problema gli 80mila spettatori del concerto di Vasco Rossi al parco di San Giuliano per l’Heineken Jammin Festival.
«In quel caso - aggiunge - era più semplice, perché gran parte dei biglietti era stata prenotata e conoscevamo quanti arrivavano da una città e quanti ne arrivavano da un’altra. Con il Carnevale invece siamo sempre all’oscuro e francamente non riesco a capire perché le ferrovie non raccolgano i dati delle biglietterie. Sarebbe facilitato anche il loro lavoro».
Michele Fullin
il gazzettino