Trenitalia
Facebook Twitter Linkedin Youtube Instagram
News ferroviarie









Scarica in PDF

da News ferroviarie del 28 agosto 2026

Castellammare di Stabia-Gragnano, l'AEC rilancia il recupero della ferrovia

di Redazione

Gragnano (NAPOLI) - Recuperare la storica ferrovia Gragnano-Castellammare di Stabia, anziché procedere alla definitiva rimozione dei binari, e inserirla nel progetto "Binari senza tempo" della Fondazione FS, oltre che nell'elenco delle ferrovie turistiche previste dalla legge n. 128 del 9 agosto 2017.

È la proposta rilanciata dall'AEC, che torna a chiedere di cambiare prospettiva sul futuro di una linea ferroviaria inutilizzata da anni, ma che secondo l'associazione potrebbe ancora rappresentare una risorsa per il territorio, sia dal punto di vista turistico sia sotto il profilo della mobilità sostenibile.

L'idea dell'AEC parte dalla necessità di preservare la sede ferroviaria e i suoi binari, trasformando un'infrastruttura oggi inutilizzata in un percorso dedicato ai treni storici e alla valorizzazione del patrimonio industriale e culturale dell'area. Una soluzione che, secondo l'associazione, potrebbe contribuire anche alla promozione turistica di Gragnano e del comprensorio stabiese.

Una ferrovia legata alla storia della pasta
La ferrovia di Gragnano rappresenta uno dei capitoli della storia industriale della città. La linea fu inaugurata nell'Ottocento e collegava Gragnano con Torre Annunziata e il porto di Castellammare di Stabia, consentendo al centro noto per la produzione della pasta di inserirsi nei circuiti commerciali nazionali e internazionali.

Il collegamento ferroviario rappresentò per decenni un elemento importante per l'economia locale, mettendo in relazione mulini, pastifici, commercianti e infrastrutture portuali e favorendo il trasporto delle materie prime e dei prodotti finiti.

Secondo la ricostruzione proposta dall'AEC, già alla fine dell'Ottocento la produzione pastaia gragnanese era conosciuta anche oltre i confini italiani. Nel 1896 alcune pubblicazioni statunitensi citavano le imprese esportatrici della città, mentre nel 1913 una quota significativa dell'export italiano di pasta proveniva dalla provincia di Napoli, con particolare riferimento all'area Gragnano-Torre Annunziata.

La stessa conformazione urbana di Gragnano sarebbe stata fortemente condizionata dall'attività pastaia: Via Roma, in particolare, venne utilizzata anche per l'essiccazione naturale della pasta grazie alle caratteristiche climatiche della zona.

Dal progetto ferroviario alla riconversione
Oggi la linea è inutilizzata e in diversi tratti la sede ferroviaria risulta invasa dalla vegetazione. Nel corso degli ultimi anni sono state avanzate diverse ipotesi per la riconversione dell'infrastruttura.

Tra queste, il progetto di un Bus Rapid Transit (BRT), con la trasformazione della sede ferroviaria in una corsia riservata per autobus elettrici.

Successivamente è emersa anche l'ipotesi di un tram leggero elettrico a batteria, affiancato da una pista ciclopedonale e dal recupero dei ponti esistenti.

È proprio rispetto a queste prospettive che l'AEC chiede di valutare un'alternativa: mantenere la destinazione ferroviaria dell'infrastruttura e recuperarla per finalità turistiche, evitando la rimozione definitiva dei binari.

La proposta dell'AEC
L'associazione propone quindi di inserire la linea nel progetto "Binari senza tempo" della Fondazione FS, il programma dedicato alla valorizzazione delle linee ferroviarie storiche attraverso l'organizzazione di viaggi con materiale rotabile d'epoca.

Parallelamente, l'AEC chiede l'inserimento della linea tra le ferrovie turistiche individuate dalla legge n. 128 del 2017, con l'obiettivo di consentire in futuro la riapertura della tratta ai treni storici per finalità turistiche.

Secondo l'AEC, il recupero potrebbe trasformare la vecchia ferrovia in una nuova attrazione per il territorio, mettendo in relazione la storia industriale di Gragnano con il turismo culturale e ferroviario.

Per l'associazione, la rimozione dei binari rappresenterebbe invece la perdita definitiva di un'infrastruttura che ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo economico della città.

La proposta riapre così il confronto sul destino della linea Gragnano-Castellammare di Stabia, ponendo al centro una domanda: demolire ciò che resta della ferrovia o conservarne la memoria e l'infrastruttura per trasformarla in una nuova opportunità turistica per il territorio?

È su questa seconda possibilità che l'AEC chiede ora di aprire una riflessione, nella convinzione che il patrimonio ferroviario storico possa diventare uno strumento di valorizzazione culturale, turistica ed economica.

Sulla ferrovia Castellammare di Stabia-Gragnano vedi anche Approfondimenti del 06/01/2000

Redazione - 28 agosto 2026

Commenta questa notizia sul forum...

👉 Iscriviti alla newsletter quotidiana gratuita di FERROVIE.IT per ricevere tutte le mattine le ultime notizie.

👉 Unisciti al nostro canale WhatsApp per aggiornamenti in tempo reale.

👉 Condividi: 

Composizioni ferroviarie anni '90