«Ben venga la temporanea sospensione dell'esercizio della ferrotramvia Laziali-Centocelle nelle giornate del 9, 10 e 11 gennaio per gli interventi all'armamento tra Ponte Casilino e Porta Maggiore, finalizzati, come auspicato, al definitivo superamento del rallentamento imposto in quel tratto, da troppo tempo, per le condizioni di traversine e rotaie. Ora è fondamentale programmare a breve la sostituzione degli scambi e il ripristino del piazzale della stazione Termini Laziali. Visto che dall'estate scorsa funziona soltanto il terzo binario a causa del degrado dei deviatoi che collegano i binari 1 e 2. Questo provoca lunghe attese ai treni in arrivo da Centocelle, in media 10 minuti, al segnale d'ingresso o alla fermata Santa Bibiana, con immaginabili ripercussioni sull'intero servizio. Un progetto in piedi da almeno tre anni e finora mai cantierizzato».
Così in una nota David Nicodemi, Presidente dell'Associazione TrasportiAmo.
«Resta comunque inaccettabile che la Laziali-Centocelle debba ogni volta elemosinare interventi sull'infrastruttura e sui rotabili, quando questi dovrebbero rappresentare l'ordinario per la continuità dell'esercizio che, in una ferrotramvia, è il requisito principale per la sicurezza. L'alibi del 'tanto deve chiudere' non può reggere: chiariamo una volta per tutte che, fino al suo ultimo giorno di servizio, che sia domani o dopodomani, la linea deve essere nelle condizioni di funzionare e offrire all'utenza standard qualitativi accettabili, nel rispetto del personale aziendale e nelle more del contratto di servizio tra Roma Capitale e Atac, nonché dei corrispettivi trasferiti ogni anno dalla Regione Lazio al Campidoglio, 10 milioni di euro anche per il 2026, così com'è stato per il 2025 e il 2024».
«Cogliamo l'occasione per tornare a esprimere il nostro dissenso all'intenzione di chiudere l'esercizio a giugno 2026, ribadita dal Campidoglio a novembre scorso, in nome di una Roma "più bella e più superba che pria" di petroliniana memoria, durante l'assemblea pubblica indetta dal Comitato Centocelle Storica. Scelta contestata in quell'occasione dall'utenza del Municipio V e, nei giorni successivi, dalla nostra Associazione con la specifica nota trasmessa ai vertici del Comune e di Atac il 27 novembre 2025, ancora in attesa di riscontro. Le motivazioni sono presto dette: in primo luogo perché la Laziali-Centocelle, nonostante gli acciacchi, con i suoi 9 treni in circolazione e una media di 8 minuti di attesa, rappresenta ancora oggi l'unica alternativa valida e sostenibile alla Metro C per raggiungere rapidamente Termini, riconosciuta come tale dai cittadini e dalla Regione; poi perché il Campidoglio aveva garantito che i cantieri della nuova tramvia Termini-Giardinetti-Tor Vergata avrebbero interessato per ultima l'attuale tratta in esercizio, onde evitare di penalizzare da subito il territorio e di congestionare ulteriormente via Casilina con bus sostitutivi, specie adesso con i lavori della nuova stazione Pigneto in corso; e infine stante i ritardi nell'assegnazione della gara, che sarebbe dovuta avvenire entro il 31 dicembre 2025, così avevano detto, per non perdere il finanziamento ministeriale».
«In un momento storico in cui il rapporto INRIX 2025 ci dice che Roma è tra le città più trafficata al mondo, con 76 ore medie perse in coda per automobilista, e dove affiora un'evidente disaffezione verso l'uso dei trasporti pubblici, rispondere togliendo altri chilometri preziosi alla rete ferrotramviaria di superficie, come è successo con l'arretramento del tram 19 a Valle Giulia, pensiamo sia soltanto un danno all'ambiente e alla collettività. L'Amministrazione rifletta, non può continuare a preferire l'uovo di domani alla gallina di oggi, e cioè sacrificare una certezza per un'incertezza, che, poi, forse avverrà».
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