BARI - La Regione Puglia accelera sul progetto di costituzione di una nuova società interamente pubblica destinata a prendere in carico la gestione patrimoniale delle infrastrutture ferroviarie locali. Una partita che coinvolge circa 750 chilometri di rete oggi utilizzati da Ferrotramviaria, Ferrovie del Sud Est, Ferrovie del Gargano e Ferrovie Appulo Lucane, e che dovrà necessariamente trovare una definizione entro il 31 dicembre 2026.
Il nodo è rappresentato dalla scadenza delle autorizzazioni relative alla gestione delle infrastrutture ferroviarie: senza un nuovo assetto giuridico-amministrativo, a partire dai primi mesi del 2027 potrebbe infatti aprirsi uno scenario di forte incertezza sulla continuità dell'esercizio. Diversa invece la situazione dei contratti per il servizio di trasporto passeggeri, che hanno validità più lunga e risultano prorogati fino al 2033.
Separazione tra rete e servizio: da qui nasce il progetto
Alla base dell'operazione vi è la normativa che impone la distinzione tra chi possiede e amministra l'infrastruttura ferroviaria e chi, invece, svolge materialmente il servizio di trasporto.
Per rispondere a questo obbligo, già nel 2022 la Giunta regionale guidata allora da Michele Emiliano aveva scelto la strada della costituzione di una società in house totalmente partecipata dalla Regione, ritenuta necessaria per evitare interruzioni del servizio o abbassamenti degli standard prestazionali e di sicurezza.
Nel provvedimento approvato in quegli anni venivano inoltre fissati alcuni indirizzi preliminari: tra questi la possibilità di trasferire nella nuova struttura parte del personale oggi impegnato presso i gestori dell'infrastruttura e l'individuazione di una governance snella, affidata a un amministratore unico con relativo organo di controllo contabile.
Studi e consulenze già avviati
Dopo la prima decisione politica, la Regione ha commissionato un'attività di consulenza specialistica da quasi 200mila euro a Deloitte, finalizzata a valutare il percorso più sostenibile sotto il profilo tecnico, economico e normativo.
Successivamente, nel 2024, l'incarico di approfondire ulteriormente il dossier è stato affidato ad ASSET Puglia, con uno stanziamento complessivo di circa 2,5 milioni di euro distribuiti sul triennio 2024-2026.
L'agenzia regionale dovrà completare entro poche settimane la propria istruttoria e consegnare alla nuova amministrazione pugliese il quadro finale delle possibili soluzioni operative.
La linea della nuova Giunta: valorizzare il patrimonio ferroviario
Secondo quanto emerge, anche il nuovo esecutivo regionale guidato da Antonio Decaro sarebbe orientato a confermare la nascita della newco, ma con una funzione che andrebbe oltre il semplice coordinamento gestionale.
L'obiettivo sarebbe infatti quello di attribuire una precisa valorizzazione economica all'intera rete ferroviaria trasferita dallo Stato, inserendola così nel patrimonio della Regione e rafforzandone il peso finanziario a bilancio.
Si tratta di una rete che, considerando infrastrutture, programmi di sviluppo, manutenzioni e appalti in corso, avrebbe un valore stimato di diversi miliardi di euro. Un aspetto non secondario, considerando che la Puglia rappresenta oggi la seconda regione italiana per estensione delle ferrovie locali.
Una fase transitoria con partecipazione totalmente pubblica
L'ipotesi allo studio sarebbe quella di costituire inizialmente una società a totale controllo pubblico regionale, lasciando però aperta una seconda fase nella quale individuare un operatore qualificato cui affidare concretamente le attività di gestione tecnica della rete.
Nel frattempo la situazione resta frammentata:
Scadenza ravvicinata
La necessità di una decisione in tempi brevi è dunque evidente: in assenza del nuovo soggetto o di un modello alternativo giuridicamente solido, dal gennaio 2027 le licenze necessarie alla gestione delle infrastrutture verrebbero meno, con il concreto rischio di compromettere la continuità della circolazione ferroviaria sulle principali reti regionali.
Per questo nei prossimi giorni è atteso un confronto tra Regione e operatori interessati, chiamati a definire un passaggio considerato decisivo per il futuro del trasporto ferroviario locale pugliese.
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