Il trasporto di linea con autobus sulle medie e lunghe distanze continua a crescere in Italia, consolidando il proprio ruolo anche nel settore della mobilità turistica. A frenare ulteriormente lo sviluppo del comparto restano però la carenza di infrastrutture dedicate e l'assenza di una reale intermodalità. È quanto emerso nel corso del convegno organizzato da ANAV nell'ambito di NME, la fiera internazionale della mobilità in corso a Milano dal 13 al 16 maggio 2026.
Secondo il presidente di ANAV, Nicola Biscotti, il settore delle linee statali ha registrato negli ultimi anni una crescita definita "esponenziale". La produzione chilometrica è infatti passata dagli 88 milioni di chilometri del 2013 agli oltre 200 milioni del 2025, anche grazie all'attivazione di nuove relazioni verso le principali destinazioni turistiche nazionali.
Attualmente la rete conta circa 300 linee autorizzate e quasi 230 mila chilometri di percorso complessivo, raggiungendo ormai l'intero territorio nazionale, comprese aree del Centro-Nord fino a pochi anni fa prive di collegamenti di questo tipo.
A questi numeri si aggiungono circa 85 milioni di chilometri svolti dalle linee internazionali, con oltre 310 collegamenti autorizzati verso una ventina di Paesi europei ed extraeuropei. Nel comparto operano oggi circa 180 imprese, con 4.500 addetti, 2.000 autobus e un fatturato annuo superiore ai 550 milioni di euro.
Secondo ANAV il mercato dispone ancora di ampi margini di crescita, sia per intercettare nuove quote di mobilità collettiva sia per favorire l'accessibilità turistica verso località meno conosciute. A pesare resta però il ritardo infrastrutturale del Paese. In Italia le autostazioni dedicate ai servizi di linea a media e lunga percorrenza sono soltanto 34, spesso prive di servizi essenziali, mentre appena 9 risultano attrezzate per l'assistenza ai passeggeri con disabilità.
Biscotti ha inoltre richiamato l'attenzione sul tema dell'intermodalità, ritenuta fondamentale per migliorare efficienza, fluidità e comfort degli spostamenti. Come esempio positivo è stato citato il nuovo hub intermodale per autobus realizzato da Aeroporti di Roma accanto all'aerostazione di Aeroporto di Roma Fiumicino.
Secondo le stime di ANAV, nel Paese mancano almeno 30 nuove autostazioni. L'associazione chiede quindi un piano di investimenti da almeno 300 milioni di euro per realizzare nuovi hub dotati di servizi adeguati e accessibili, così da sostenere lo sviluppo della mobilità collettiva e turistica.
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