PERUGIA - Dodici nuovi treni regionali Alstom da 200 km/h, acquistati dalla Regione Umbria con un investimento di circa 170 milioni di euro per velocizzare i collegamenti con Roma, rischiano di non poter sfruttare la linea Direttissima Firenze - Roma per la quale erano stati pensati. È uno dei principali motivi della protesta sollevata dalla Regione contro la delibera 49/2026 dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), che tra le ipotesi in discussione prevede una velocità minima di 250 km/h per l'accesso ad alcune infrastrutture strategiche.
L'allarme è stato lanciato dall'Assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti, che ha chiesto un intervento urgente del Governo e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per evitare che le nuove regole penalizzino ulteriormente il trasporto pubblico ferroviario e i collegamenti dei pendolari umbri verso la Capitale.
Secondo la Regione, l'introduzione del requisito dei 250 km/h rischierebbe di vanificare una parte significativa degli investimenti programmati fin dal 2018 per il rinnovo del parco rotabili. I dodici nuovi convogli Alstom, attualmente in fase di consegna, rappresentano infatti il materiale rotabile più performante mai acquistato dall'Umbria per il servizio regionale, ma la loro velocità massima di 200 km/h non sarebbe sufficiente a soddisfare il nuovo requisito ipotizzato dall'ART.
Le preoccupazioni della Regione non riguardano però soltanto i nuovi treni. De Rebotti teme infatti che la revisione delle regole di assegnazione della capacità ferroviaria possa ridurre ulteriormente gli spazi disponibili per il trasporto pubblico lungo la direttrice verso Roma, favorendo i servizi effettuati in regime di mercato.
Secondo quanto illustrato dall'Assessore, una delle conseguenze potrebbe essere il trasferimento di ulteriori collegamenti regionali dalla Direttissima alla Linea Lenta sul tratto Orte - Settebagni, con conseguente aumento dei tempi di percorrenza per migliaia di pendolari.
La delibera 49/2026 è attualmente in fase di consultazione e non costituisce ancora una decisione definitiva. Proprio per questo la Regione Umbria chiede che Governo e Ministero intervengano prima dell'approvazione finale del provvedimento, affinché venga salvaguardato il ruolo del trasporto pubblico regionale e il valore degli investimenti già effettuati.
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