ROMA - È stato pubblicato il Documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci (DSPM) relativo al periodo programmatorio 2027-2031, il documento con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti definisce gli indirizzi strategici per lo sviluppo della rete ferroviaria italiana e per la programmazione dei futuri investimenti.
Il DSPM costituisce infatti il riferimento strategico per la successiva programmazione e il finanziamento delle infrastrutture ferroviarie e dovrà essere recepito nei Contratti di programma tra il MIT e RFI, il gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale.
Il documento arriva al termine dell'iter avviato nella primavera del 2026. Il provvedimento era stato trasmesso alle Camere l'8 aprile e sottoposto all'esame parlamentare; il Senato ha espresso un parere favorevole con osservazioni il 23 giugno. Il successivo decreto ministeriale n. 141 del 30 giugno 2026, firmato dal ministro Matteo Salvini, è stato quindi ammesso alla registrazione della Corte dei conti.
Una nuova impostazione per la programmazione ferroviaria
Il nuovo documento rappresenta un'evoluzione rispetto al precedente Documento strategico di mobilità ferroviaria (DSMF) 2022. La normativa approvata nel 2026 ha infatti modificato la disciplina del documento strategico, che assume ora la denominazione di Documento strategico pluriennale della mobilità (DSPM) e una validità di almeno dieci anni.
L'obiettivo è definire gli indirizzi strategici di lungo periodo per lo sviluppo della rete, per la mobilità ferroviaria di passeggeri e merci e per la promozione del trasporto multimodale, integrando nella pianificazione infrastrutturale anche le esigenze del sistema industriale e dei principali poli logistici.
Il DSPM dovrà inoltre essere aggiornato dopo tre anni o comunque in presenza di mutamenti eccezionali degli scenari di riferimento.
Sei capitoli per definire le priorità
Il documento è articolato in sei capitoli
Il primo è dedicato all'introduzione e all'inquadramento generale, mentre il Capitolo II fa il punto sugli obiettivi conseguiti e sui risultati raggiunti attraverso l'attuazione delle strategie contenute nel precedente documento del 2022.
Il Capitolo III affronta invece gli obiettivi e le azioni prioritarie della strategia nazionale pluriennale di pianificazione dei trasporti multimodali, partendo dall'analisi delle esigenze di mobilità di passeggeri e merci. Particolare attenzione viene riservata alla rete multimodale, alla logistica e all'intermodalità.
Nel Capitolo IV vengono analizzati gli attuali Contratti di programma 2022-2026 e i relativi aggiornamenti del 2025, insieme alla valutazione delle performance del gestore dell'infrastruttura ferroviaria.
È però soprattutto il Capitolo V a delineare le prospettive per la rete ferroviaria: qui vengono illustrati i programmi strategici di sviluppo, con la relativa localizzazione territoriale e l'indicazione delle priorità.
Infine, il Capitolo VI definisce la metodologia per la valutazione degli investimenti, nelle diverse fasi ex ante, in itinere ed ex post, considerando anche gli aspetti ambientali e sociali.
Sicurezza, capacità, manutenzione e intermodalità
Tra gli elementi centrali della nuova strategia rientrano il rafforzamento della manutenzione della rete, la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture, anche rispetto agli effetti dei cambiamenti climatici.
Il documento prevede inoltre indirizzi per lo sviluppo tecnologico finalizzato ad aumentare la capacità e migliorare le prestazioni della rete ferroviaria, oltre all'individuazione degli interventi prioritari sulle principali direttrici.
Un'attenzione specifica viene riservata anche ai collegamenti di ultimo miglio verso porti e aeroporti, alla logistica e all'integrazione tra le diverse modalità di trasporto. La nuova disciplina prevede infatti che la strategia nazionale degli investimenti infrastrutturali promuova il trasporto multimodale e favorisca il collegamento delle principali aree industriali e dei nodi logistici con la rete di trasporto.
Il DSPM rappresenta quindi la cornice strategica entro cui dovranno essere definite le prossime scelte infrastrutturali del sistema ferroviario nazionale. Gli indirizzi contenuti nel documento troveranno successivamente attuazione attraverso gli strumenti di programmazione e finanziamento, a partire dai Contratti di programma tra MIT e RFI.
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