ROMA - Erano le 7 del mattino del 28 aprile 2012 quando il primo convoglio Italo lasciava Napoli diretto a Milano, inaugurando il servizio commerciale di Nuovo Trasporto Viaggiatori. Con quella partenza entrava ufficialmente nel mercato italiano dell'alta velocità il primo operatore privato, interrompendo il monopolio fino ad allora detenuto da Trenitalia su questo segmento (vedi Approfondimenti del 05/05/2012).
L'esordio avvenne con un'offerta ancora limitata a due coppie di collegamenti giornalieri sulla relazione Napoli-Roma-Milano via Firenze e Bologna. Una presenza inizialmente simbolica ma destinata ad ampliarsi progressivamente con la consegna dei convogli ordinati da Alstom e con l'estensione della rete commerciale.
A distanza di quattordici anni, quella data viene ricordata come uno dei passaggi più significativi nel processo di liberalizzazione del trasporto ferroviario passeggeri in Italia. L'arrivo di Italo ha infatti introdotto una concorrenza diretta sul mercato dell'alta velocità, incidendo nel tempo non solo sulle politiche tariffarie, ma anche sulla qualità dei servizi, sulle frequenze e sulle strategie commerciali dei due operatori.
Dalle poche corse iniziali del 2012 si è arrivati a una realtà ormai consolidata: oggi Italo dispone di un parco di 51 treni ad alta velocità,composto da 25 AGV 575 e 26 ETR.675 EVO, tutti costruiti da Alstom, che consentono all'impresa di presidiare stabilmente le principali direttrici AV e numerosi collegamenti su linee convenzionali.
Quattordici anni dopo quel primo viaggio da Napoli a Milano, il 28 aprile 2012 resta quindi una data che ha segnato l'avvio di una nuova fase per l'alta velocità ferroviaria italiana.
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