ROMA - Automar (Gruppo Grimaldi), FS Logistix (Gruppo FS Italiane) e GTA hanno avviato un nuovo collegamento ferroviario dedicato alla logistica automotive tra Livorno, Pontecagnano e Gioia Tauro, dando vita a un corridoio intermodale destinato a rafforzare l'efficienza della filiera e a favorire il trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia.
L'iniziativa nasce nell'ambito del cluster di ALIS, che ha favorito la collaborazione tra le tre realtà industriali, mettendo a sistema competenze, infrastrutture e know-how per sviluppare soluzioni logistiche integrate e sostenibili.
Il nuovo corridoio è stato progettato per rispondere ad alcune delle principali criticità del comparto automotive: ridurre la dipendenza dal trasporto esclusivamente su gomma, ottimizzare i tempi operativi, riequilibrare i flussi tra Nord e Sud Italia e limitare le percorrenze a vuoto dei mezzi.
Il progetto collega il Piazzale Il Faldo di Livorno, gestito da GTA, con il Terminal Automar di Gioia Tauro, inserendo il piazzale Automar di Pontecagnano come nodo intermedio all'interno di una rotazione ferroviaria in round trip. Il servizio sarà effettuato da Mercitalia Rail sulle relazioni Livorno-Pontecagnano, Pontecagnano-Gioia Tauro e Gioia Tauro-Livorno, con l'obiettivo di assicurare continuità operativa, regolarità dei flussi e una gestione più efficiente dei volumi di traffico.
Un ruolo centrale sarà svolto da Gioia Tauro, destinato a rafforzare la propria funzione di porta d'accesso per i traffici automotive provenienti dal Far East e diretti verso il mercato italiano ed europeo. Lo sbarco dei veicoli nel porto calabrese e il successivo inoltro via ferro verso Livorno consentiranno di ridurre i tempi di permanenza delle navi, ottimizzare le operazioni portuali e rendere più rapida la distribuzione verso le destinazioni finali.
Secondo i promotori, il nuovo assetto logistico consentirà inoltre di intercettare rotte tradizionalmente sbilanciate, favorendo una migliore integrazione tra trasporto stradale, ferroviario e terminal logistici. Il trasferimento di una parte dei traffici dalla gomma al ferro permetterà anche un significativo beneficio ambientale, con una riduzione stimata di 4.800 tonnellate di CO₂ all'anno.
L'iniziativa rappresenta anche una risposta concreta alla crescente carenza di autisti professionali nel trasporto merci, alleggerendo la pressione sul comparto del trasporto stradale e contribuendo a rendere più resiliente l'intera catena logistica.
«Questa iniziativa conferma il ruolo strategico di ALIS nel favorire sinergie concrete e progetti operativi tra i propri soci, mettendo a sistema competenze, infrastrutture e know-how complementari per accelerare lo sviluppo dell'intermodalità e rafforzare la competitività della logistica italiana», ha dichiarato Marcello Di Caterina, vicepresidente e direttore generale di ALIS.
Per Giuliana Brucato, direttore generale di Automar, «il corridoio Livorno-Pontecagnano-Gioia Tauro mette a disposizione della filiera automotive una soluzione stabile ed efficiente, capace di integrare porti, terminal e modalità di trasporto differenti, migliorando la gestione dei flussi, valorizzando i terminal del Gruppo e contribuendo a una logistica più competitiva e sostenibile».
Sulla stessa linea Sabrina De Filippis, amministratore delegato di FS Logistix, secondo la quale «il nuovo corridoio ferroviario conferma il ruolo di FS Logistix come abilitatore di soluzioni intermodali concrete, mettendo il trasporto ferroviario al servizio di una filiera strategica come quella automotive e contribuendo a ridurre la pressione sul trasporto stradale, migliorare l'affidabilità dei flussi e rafforzare la competitività del sistema logistico nazionale».
Tra i principali benefici attesi figurano l'integrazione dei poli logistici di Livorno, Pontecagnano e Gioia Tauro, l'ottimizzazione delle operazioni portuali, il riequilibrio dei flussi tra Nord e Sud Italia, la riduzione dei chilometri percorsi a vuoto, il supporto alla carenza strutturale di conducenti, una minore congestione della rete stradale e una sensibile riduzione delle emissioni climalteranti grazie al maggiore ricorso al trasporto ferroviario.
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