BOLOGNA - 80 candeline per la storica Direttissima. Si sono festeggiati tra sabato 5 e domenica 6 aprile gli 80 anni della ferrovia denominata "Direttissima" che corre tra le città di Bologna e Firenze, aperta all'esercizio il 22 aprile 1934.
I festeggiamenti, iniziati il sabato attraverso alcuni eventi locali a Castiglione dei Pepoli e a Prato, si sono protratti la domenica, ed hanno avuto il culmine con l'effettuazione di un treno storico trainato dalla E.428.202 appartenente al parco storico FS, con al seguito alcune carrozze serie 32000, 21000 e Centoporte.
Il treno, partito alle ore 9:00 dalla stazione centrale di Bologna è giunto a Prato alle 12:10 dopo le previste soste alle stazioni "storiche" della linea: Pianoro (ore 9:25), Monzuno-Vado (9:48), Grizzana Morandi (10:13), S.Benedetto Val di Sambro- Castiglione dei Pepoli (10:36), Vernio-Montepiano-Cantagallo (11:22), Vaiano (11:47).
In tutte le località l'arrivo del treno è stato festeggiato con spettacolo, incontri e mostre a tema, più alcuni stand gastronomici con prodotti tipici dell'Appennino Tosco-Emiliano, il tutto alla presenza di un folto pubblico e degli amministratori locali.
Particolare il passaggio del treno nel Posto Comunicazione di Precedenze, cuore della lunga galleria dell'Appennino ed ex fermata del borgo di Ca' Di Landino (ad essa collegata con una lunga scalinata di oltre 1800 gradini), dove transitando a passo d'uomo e fischiando a lungo nella ex stazione illuminata a giorno, sono stati simbolicamente ricordati tutti i lavoratori che hanno contribuito alla costruzione della galleria.
Alla stazione di Prato Centrale è stato predisposto un concerto a cura della stessa banda musicale che ha suonato all'inaugurazione della linea, uno spuntino montanaro e la visita al plastico curato dal DLF di Prato che illustra tutto il tratto toscano della Linea Direttissima.
Nel viaggio di ritorno il treno è ripartito alle 14:10 da Prato, giungendo alla stazione di Bologna Centrale alle 15:18.
La linea Direttissima è lunga 97 chilometri e si inerpica attraverso l'Appennino Tosco-Emiliano collegando le città di Bologna e Firenze. E' stata aperta al traffico il 22 aprile 1934 dopo molti anni di lavori, più volte interrotti a causa delle notevoli difficoltà per le tecnologie dell'epoca nel costruire un'opera che poi è stato un vanto per l'Italia per molti anni.
Con la sua pendenza massima del 12 per mille e le sue 31 gallerie (il 37% del percorso), ha ridotto della metà i tempi di percorrenza tra le due città rispetto alla ferrovia Porrettana, che essendo a binario unico e con pendenza massima doppia in più punti, rappresentava un collo di bottiglia dove era impossibile sviluppare ulteriore traffico.
Una nota particolare merita la Grande Galleria dell'Appennino tra le stazioni di S.Benedetto e Vernio, lunga 18,5 km, la più lunga in Europa fino a metà del anni '90 del secolo scorso, con all'interno la stazione "Precedenze" (oggi declassata a Posto di Comunicazione).
La linea è sempre stata alimentata a trazione elettrica 3000 Volt in corrente continua e percorsa praticamente da tutti i mezzi italiani, in quanto facente parte della direttrice più importante ovvero la Milano-Roma: dalle E.428 fino agli ETR.500 passando per le E.646, E.444, E.402 e i mai dimenticati "Pendolini" piuttosto che gli storici elettrotreni.
La linea percorre le valli del Setta e del Bisenzio e conta svariate stazioni intermedie, ancora tutte attive: Bologna S.Ruffillo, Pianoro, Monzuno-Vado, S.Benedetto Val di Sambro-Castiglione dei Pepoli, Vernio-Montepiano-Cantagallo e Vaiano. Da Prato a Firenze si è sempre utilizzata la precedente linea Viareggio - Pistoia - Prato - Firenze, che è stata quadruplicata negli anni '80 del secolo scorso.
Tra le stazioni di Bologna Centrale e Bologna S.Ruffillo si trova il Bivio Crociali che introduce nella linea di cintura di Bologna. Tra S.Ruffillo e Pianoro è stata edificata l'interconnessione con la nuovissima linea ad alta velocità.
A partire dal 2004 si è sviluppato il progetto del "Servizio metropolitano regionale Emiliano", con l'apertura di altre località di servizio (tutte fermate) entrate gradualmente in servizio fino alla fine del 2013: Rastignano, Musiano-Pian di Macina e Bologna Mazzini (tutte tra Bologna e Pianoro).
Con l'apertura del passante sotterraneo AV di Bologna la linea è stata liberata da tutto il traffico veloce e si è potuto procedere alla costruzione del nuovo orario dei treni regionali cadenzati, in misura di uno ogni ora con rinforzi tra Bologna e S.Benedetto e tra Vernio e Prato, che convivono senza particolari confliti con i treni intercity e i servizi merci.
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