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Treni storici









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da Treni storici del 21 febbraio 2018

Turismo ferroviario, la positiva esperienza di Fondazione FS 

di Giancarlo Scolari

ROMA - Il convegno "Esperienza a confronto nel turismo ferroviario" organizzato nella prestigiosa sede di Palazzo Theodoli-Bianchelli della Camera dei Deputati in occasione della Conferenza Nazionale di Co.Mo.Do., è stata l'occasione per fare il punto sulle attività di Fondazione FS. "L'Italia è un plastico ferroviario in scala reale, con un mix di paesaggi tra mare, campagna, collina e montagna" ha esordito la moderatrice del dibattito Stefania Mezzetti del GIST, Giornalisti Italiani Stampa Turistica, introducendo il Direttore della Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane, Luigi Cantamessa. Nei primi quattro anni di attività della Fondazione, ha ricordato Cantamessa, sono stati riaperti 600 km di binari da nord a sud e si è passati dai meno di 6 mila passeggeri del 2013 agli oltre 70 mila del 2017 che hanno viaggiato sui treni storici in Italia. Binari che sono stati riadattati a scopo turistico, basti pensare alla Avellino - Rocchetta Sant'Antonio o alla "Transiberiana d'Italia", la Sulmona - Roccaraso chiusa nel 2010 con una media di 6 mila passeggeri l'anno; ora con la riapertura con i treni turistici vede almeno 20 mila passeggeri l'anno. Passeggeri che fanno parte di un sistema con gli enti turistici della zona come Palena, Pescocostanzo, Rivisondoli, Castel di Sangro, Campo di Giove e appunto Roccaraso.

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1. Uno dei tanti treni che nel 2017 hanno circolato sulla linea Sulmona - Castel di Sangro (Foto David Campione, 16 settembre 2017)

La speranza del Direttore di Fondazione FS è che inserendo i treni storici nei Contratto di Servizio con le Regioni, essi possano portare una ulteriore ricchezza pulita e sostenibile per i territori e magari un aumento di qualche porzione di punto del PIL. Cantamessa ha anche toccato il discorso museale: Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa da quando è stato preso in carico da Fondazione è passato da 9 mila visitatori l'anno, in maggior parte scolaresche, a 112 mila visitatori, con presenze da tutto il mondo. E grosse novità sono in arrivo per l'altro polo museale di Trieste Campo Marzio, che diventerà una stazione museo, con la creazione di un tour settimanale tra i binari della provincia di Trieste andando a toccare Villa Opicina e il Castello di Miramare. Con le ferrovie austriache e slovene si sta lavorando per creare un collegamento con mezzi storici tra il Lago di Bled in Slovenia e la futura stazione museo di Campo Marzio attraverso l'Austria. L'obiettivo è di portare a vivere i treni storici ed i musei ad un pubblico ben più ampio di quello degli appassionati. A testimoniare quanto di buono si sta facendo sono intervenute alcune realtà locali molto vicine al concetto di Mobilità dolce. Daniele Corti, Direttore della SSIF Società Subalpina ha portato la sua esperienza della Ferrovia Vigezzina-Centovalli che collega Domodossola con Locarno, in Svizzera. Una ferrovia nata nel 1923 come collegamento tra gli assi ferroviari del Sempione e del San Gottardo attraverso la Valle Vigezzo e le Centovalli e che ai giorni nostri fa funzione da Trasporto Pubblico Locale e per fini turistici.

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2. Uno dei tanti passaggi panoramici della Ferrovia Vigezzina-Centovalli tra Domodossola e Locarno (Foto Vigezzina - Centovalli)

La Vigezzina-Centovalli attraversa paesaggi suggestivi dominati da montagne selvagge, corsi d'acqua e cascate lungo un percorso di 52,1 km, di cui ben 28 in curva, formato da 83 ponti e 31 gallerie. Angela Dondoli della Direzione Generale Politiche Mobilità della Regione Toscana ha illustrato come la Toscana, insieme alla locale DTR, abbia intrapreso numerose iniziative per la valorizzazione delle ferrovie minori a fini turistici. Sono stati infatti organizzati durante l'anno numerosi treni speciali con materiale storico ed ordinario soprattutto sulle linee della Garfagnana, del Senese e dell'Aretino. Alessandro Di Graziano, Direttore della FCE - Ferrovia Cicumetnea, ha portato la testimonianza di come sia vivo sulle pendici dell'Etna il concetto di treno come mezzo per conoscere il territorio, il treno utilizzato non per la singola esperienza ferroviaria ma per viaggi a tema. La FCE, con automotrici anni '50, organizza quattro treni speciali: il Treno dei Vini dell'Etna, il Treno dei Castelli, il Treno su due ruote e il Treno delle Terre dell'Etna e dell'Alcantara. Tre esempi da nord a sud di come ci sia sempre più richiesta di treni storici e turistici, ma questa domanda deve essere intercettata da una adeguata offerta. Perché il turismo ferroviario è un turismo dolce, comodo e pulito.

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3. Un momento del convegno di Palazzo Theodoli-Bianchelli della Camera dei Deputati (Foto Giancarlo Scolari, 20 febbraio 2018)

Giancarlo Scolari - 21 febbraio 2018

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