Un checkup completo per infrastrutture sicure al 100% grazie a un sistema che permette di verificarne lo stato reale di salute attraverso una vera e propria "visita medica". Insomma, in meno di un'ora e senza bloccare la viabilità, si può avere una radiografia precisa di una strada, una ferrovia, un ponte o un tunnel. E i dati raccolti, tutti in forma digitalizzata, rimangono custoditi per la memoria di quell'opera per interventi futuri. Le infrastrutture, adesso, hanno la possibilità di raccontarsi grazie alla tecnologia.
Ets, azienda d'ingegneria di Latina con un team di giovani altamente specializzati fondata da Gabriele Miceli, negli ultimi anni si è conquistata un posto nel crescente mercato della diagnostica delle infrastrutture offrendo i propri servizi e vantando già contratti con importanti operatori come Rfi, Anas.
"Grazie ad Archita, il nostro sistema di mappatura - spiega Gabriele Miceli, amministratore unico di Ets - con un singolo passaggio alla velocità di 30 chilometri all'ora siamo in grado di ottenere un numero consistente di informazioni rappresentative dello stato di fatto delle opere. Il sistema può funzionare in due diverse configurazioni, ferrovia e strada grazie a scanner laser, foto ad alta risoluzione, termocamere, georadar e sensori di posizionamento, tutti integrati tra loro. Le informazioni raccolte permettono di identificare le priorità di intervento, sicurezza di chi le utilizza e di chi ci lavora, minimizzando le interferenze con il traffico ordinario e consentendo un significativo taglio dei costi, quattro volte più bassi, un abbattimento delle attività in sito di almeno il 60%, con un incredibile risparmio di risorse".
Ets, che negli ultimi 5 anni ha conquistato crescite a due cifre, nel 2021 chiude con un utile di 1,7 milioni di euro (23,45%) e oltre 7 milioni di fatturato. E adesso punta al mercato internazionale. Archita fa parte del Miret, Identificazione e Gestione del Rischio per le Gallerie Esistenti, un processo messo a punto da Ets che si combina con la salvaguardia dell'ambiente e il minimo impatto sulla circolazione su rotaie e strade.
"Siamo pronti alle nuove sfide anche all'estero - continua Miceli - e intanto il Pnrr è una grande occasione per prenderci cura delle nostre opere infrastrutturali, che ricordo ci posizionano al secondo posto nel mondo per numero di tunnel e opere del sotterraneo. Oggi il mercato della progettazione di infrastrutture è più che mai caratterizzato dalla digitalizzazione ed è per questo che l'anno scorso abbiamo deciso di investire 700 mila euro in ricerca e sviluppo".
L'azienda, che conta tre sedi in Italia, punta ora ad allargare il proprio staff investendo su nuove assunzioni, grazie anche alla stretta collaborazione con le università "fucina di veri giovani talenti - conclude Miceli - su cui puntare".
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