La Provincia di Brescia, insieme a RFI - Rete Ferroviaria Italiana, ha presentato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il potenziamento della linea ferroviaria Brescia-Parma, nel tratto Brescia-San Zeno-Ghedi. All'incontro, su invito della Provincia, hanno partecipato i Comuni interessati e Regione Lombardia, collegata da remoto. Si tratta di un passaggio significativo: per la prima volta il territorio ha potuto approfondire in modo chiaro e condiviso contenuti, obiettivi e caratteristiche principali dell'intervento, in vista dell'avvio dell'iter autorizzativo.
Il progetto interviene su circa 15 chilometri di linea oggi a binario singolo, con interventi mirati: ammodernamento tecnologico degli impianti di controllo, raddoppio dei binari, nuove fermate, soppressione dei passaggi a livello, elettrificazione della linea e opere di mitigazione acustica.
Lotti funzionali e priorità operative
Il progetto è suddiviso in lotti funzionali, ciascuno autonomamente realizzabile. Questa organizzazione consente di gestire cantieri complessi in modo sostenibile, con benefici immediati per cittadini e viaggiatori, e garantisce progressi concreti anche in caso di disponibilità economica parziale.
Investimento e prossimi passi
Il valore complessivo del progetto è stimato in circa 1,1 miliardi di euro. I costi dei singoli lotti saranno definiti con i successivi passaggi progettuali. La priorità della Provincia nei prossimi mesi è chiara: ottenere la copertura economica e avviare il primo lotto Brescia-San Zeno, in grado di portare benefici immediati al territorio e ai viaggiatori.
«Questo progetto nasce da un'esigenza concreta: rendere gli spostamenti più semplici, sicuri e affidabili per cittadini, studenti e lavoratori. È un investimento che riduce le attese, migliora i collegamenti e rafforza la competitività del nostro territorio» spiega Fabio Rolfi, Vicepresidente della Provincia di Brescia con delega alla Mobilità e al Trasporto Pubblico Locale.
La Provincia ha svolto un ruolo di coordinamento, mettendo attorno allo stesso tavolo enti locali, Regione e gestore della rete. «Abbiamo voluto questo confronto perché le grandi opere funzionano solo se nascono dal dialogo con i territori che le attraversano. Questo è giornalmente il nostro metodo» conclude Rolfi.
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