Si avvicina la scadenza dell'inizio dei lavori per il raddoppio della linea Mantova - Cremona - Codogno e si fa più realistica e concreta la prospettiva dei disagi, che dureranno almeno tre anni per lavori fino a Bozzolo, altri due anni per i lavori Bozzolo - Cremona e infine altri tre anni per il raddoppio della Cremona - Codogno, che dovranno subire i pendolari della tratta interessata. Troppi i cantieri aperti o in apertura, anche grazie ai fondi del PNRR, sono la causa di tempi lunghi nella realizzazione delle opere.
L'unica alternativa ai disagi dei pendolari mantovani è che il gestore della rete ferroviaria italiana (RFI, Gruppo FS) concordi con l'aggiudicatario dei lavori del 1° lotto del raddoppio fino a Bozzolo della Mantova - Cremona - Codogno, cioè con il raggruppamento di imprese tra Pizzarotti & C., Saipem, ICM e Salcef, la realizzazione dei lavori senza chiudere la linea ferroviaria. La stessa cosa sarà da fare anche per gli altri 2 lotti Bozzolo - Cremona e Cremona - Codogno, altrimenti la linea rimarrà chiusa troppo tempo costringendo molti pendolari a usare la propria automobile per recarsi al lavoro.
Solo ora a Mantova si cerca di trovare un'alternativa impossibile ai previsti maggiori tempi di viaggio e disagi derivanti dalla sostituzione del treno con autobus fino a Bozzolo che comporta complessivamente un'ora in più di percorrenza sulla tratta Mantova - Milano e ritorno. Disagi anche per chi da Cremona o da Piadena dovrà recarsi a Mantova. L'alternativa via autobus fino a Peschiera del Garda e poi il treno regionale lascia inalterato il tempo di viaggio, 2 ore e 30 e in più avrebbe maggiori costi dell'autobus fino a Peschiera. L'alternativa proposta dal Comune di Mantova di utilizzare il Frecciarossa da Verona a Milano lascerebbe i tempi di percorrenza inalterati 2 ore e 30 minuti con la sovrattassa dell'alta velocità in carico ai pendolari.
Nella consuetudine dei lavori di raddoppio sulla rete RFI non era mai successo che si chiudesse totalmente una linea oggetto di raddoppio per così tanto tempo. Recentemente il raddoppio Bergamo - Treviglio è stato fatto senza chiudere un giorno la linea e con un basso consumo di suolo a differenza di quanto previsto sulla Mantova - Cremona. Non si vede quali insormontabili criticità tecniche su una linea di pianura possano richiedere l'interruzione della linea con relativa sostituzione dei treni con autobus. RFI non ha valutato il delta di costi e ricavi causato dalla lunghissima interruzione.
Forse sono troppi i cantieri aperti da RFI in tutt'Italia, superiori alle capacità di spesa, di progettazione e costruttive dell'azienda del Gruppo FS. Le interruzioni venivano fatte solo di notte per allacciarsi con le connessioni. Sempre in caso di necessità si provvedeva a momentanei rallentamenti di velocità sulla linea interessata ai lavori.
Dario Balotta - Responsabile Trasporti Europa Verde
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