Ettore Prandini (Presidente Coldiretti) e Mauro Parolini (ex Assessore regionale), invece di promuovere la realizzazione di una stazione TAV "fantasma" nel Basso Garda, prevista lungo la nuova linea ad alta velocità Brescia - Verona, dovrebbero concentrarsi su una priorità ben più concreta: reperire i 500 milioni di euro necessari per l'attraversamento AV del nodo di Brescia fino a Rezzato, un intervento che oggi è addirittura privo di progetto ed è già in ritardo di tre anni.
La richiesta di 210 milioni di euro per una stazione inutile, isolata e scollegata appare incomprensibile. Passeggeri e turisti scelgono e continueranno a scegliere i treni che fermano a Desenzano o Peschiera, non una fermata in mezzo alla campagna, a San Martino della Battaglia, dalla quale sarebbe comunque necessario attendere un autobus e perdere almeno mezz'ora per raggiungere Desenzano (9 km) o Peschiera (10 km).
La stazione TAV nel Basso Garda rappresenta un'opera dal costo ambientale ed economico sproporzionato rispetto ai benefici reali. Collocata tra i vigneti, in una zona isolata, avrebbe avuto senso solo se la linea ad alta velocità fosse stata integrata con il tracciato storico che attraversa Desenzano e Peschiera.
Paradossalmente, gli stessi Prandini e Parolini si erano opposti in passato a un passaggio della TAV lungo il Garda, affiancato alla linea storica. Oggi, invece, sostengono una stazione scomoda, costosa e destinata a generare un nuovo e inutile impatto ambientale.
Dario Balotta - Portavoce di Europa Verde Brescia
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