Riprendiamo di seguito una nota di Massimo Maiorano, già Consigliere comunale della città di Bari, circa le varianti ferroviarie nord e sud del capoluogo pugliese.
«Io lo sto dicendo da anni, e continuo a dirlo con la massima chiarezza, non si può vantarsi sui social di "andare in treno" e, nello stesso tempo, sostenere piani che eliminano binari e fermate ferroviarie urbane a Bari.
In queste settimane vedo molti consiglieri regionali - soprattutto di maggioranza - pubblicare post in cui dicono di prendere il treno dalla fermata FS di Torre Quetta, quella che serve la sede della Regione e che era stata presentata come simbolo di mobilità sostenibile.
Ricordo bene come venne raccontata all'inaugurazione del 29 settembre 2016:
• l'opera costò circa 2 milioni di euro ed era servita da 40 treni al giorno;
• l'allora Assessore regionale ai Trasporti disse che era una giornata "in controtendenza" e che lì si "concretizza il concetto di mobilità sostenibile";
• l'allora Sindaco parlò di "treno comodo e veloce" come risposta a chi chiedeva più parcheggi e aggiunse che, con lo "spostamento del binario" del progetto collo d'oca, quella tratta sarebbe diventata "la linea del mare".
E allora oggi la domanda è semplice: lo sanno, quei consiglieri che fanno i post "green", che la direzione politica e amministrativa - tra Regione e Comune - è orientata a dismettere proprio quel tracciato ferroviario urbano?
Piano "Costa Sud": Torre Quetta, Marconi e Parco Sud non sono "dettagli"
Nel materiale pubblico legato a Costa Sud si legge chiaramente che il settore sud-est è servito da tre stazioni ferroviarie RFI (Marconi, Parco Sud e Torre Quetta) e che "nei prossimi anni il tracciato ferroviario sarà delocalizzato".
Questo, nella pratica, significa una cosa, se si delocalizza e si libera il sedime, le fermate costiere perdono funzione ferroviaria reale. E non mi si venga a dire che è "rigenerazione" se prima si cancella un servizio metropolitano esistente.
Quelle fermate hanno costi di realizzazione, sono state fatte con risorse pubbliche e sono strategiche: servono pendolari, studenti, uffici, la Regione. Tagliarle è arretrare, non modernizzare.
Anche a nord la musica è la stessa: dismissione dell'attuale tracciato
Sul lato nord non va meglio, la scheda ufficiale del progetto Nodo Ferroviario Bari Nord parla espressamente di "dismissione dell'attuale tracciato" e di nuova stazione "in sostituzione" delle attuali località di servizio.
Quindi sì, a sud e a nord il messaggio è coerente... ma nella direzione sbagliata.
Conclusione: il treno è mobilità sostenibile, il resto è marketing
Io non sono contro gli investimenti e non sono contro l'ammodernamento, i cantieri servono, se sono governati bene.
Ma la modernizzazione non può essere il paravento per dismettere ferrovia urbana e poi fare post "green" perché, per ora, qualcuno riesce ancora a salire a Torre Quetta.
Il treno è la vera mobilità sostenibile.
Se si tagliano binari e fermate strategiche, il resto sono slogan.»
👉 Iscriviti alla newsletter quotidiana gratuita di FERROVIE.IT per ricevere tutte le mattine le ultime notizie.
👉 Unisciti al nostro canale WhatsApp per aggiornamenti in tempo reale.
👉 Condividi: