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da Brevi ferroviarie del 21 aprile 2016

Ferrovie: è allarme pedoni sui binari italiani

Comunicato stampa ANSF

L'indebita presenza di pedoni sui binari è stata nel 2015 la maggiore causa di morte sulla ferrovia. Tra le 100 vittime riscontrate negli incidenti gravi (59 morti e 41 feriti gravi), 89 casi sono riconducibili ad illeciti attraversamenti da parte dei pedoni (57 morti e 32 feriti), 8 le vittime a seguito di salita o discesa dai treni in movimento (2 morti e 6 feriti). altri tre feriti gravi sono la conseguenza di incidenti al passaggio a livello e un investimento in manovra. Nel 2015 gli incidenti ferroviari gravi sono stati 114, in lieve aumento rispetto all'anno precedente (109), ma in linea con il valore medio nazionale, segnando un -15% rispetto al valore registrato 10 anni fa, nel 2005. aumentano solo gli incidenti provocati dall'indebita presenza di pedoni sui binari: 89 casi, 9 in più rispetto al 2014, e quelli riconducibili a indebite salite o discese dal treno in movimento: 8 eventi nel 2015, 6 in più rispetto al 2014. in calo le altre tipologie di incidenti.

E' questa la fotografia che emerge dalla relazione "La sicurezza ferroviaria nel 2015", presentata oggi dall'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie nell'ambito del convegno internazionale "Istruzione, formazione e cultura per la sicurezza ferroviaria" alla presenza del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio. La relazione è una versione preliminare, con dati non ancora consolidati, che anticipa il report annuale inviato, come da obbligo di legge, entro il mese di settembre al ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
"Il 2015 è stato un anno significativo per la sicurezza delle ferrovie - ha dichiarato Amedeo Gargiulo, direttore dell'ANSF - da un lato, per molte tipologie di incidenti legate all'esercizio ferroviario abbiamo registrato eventi in diminuzione, dall'altro lato c'è stato un incremento dei comportamenti illeciti da parte di passeggeri o persone non direttamente coinvolte nello scenario ferroviario che, però, hanno perso la vita sui binari. Se nel primo caso, non bisogna abbassare la guardia su temi della manutenzione e della formazione del personale, il problema dei pedoni è allarmante. L'ANSF ha da tempo avviato una serie di iniziative volte all'eduzione ferroviaria tra i giovani, coinvolgendo anche partner qualificati come la polizia ferroviaria e le federazioni della pallacanestro, rugby e pallavolo. A breve lanceremo anche una pubblicità progresso, ma non è sufficiente: occorre il coinvolgimento di tutti gli attori dello scenario ferroviario, dai gestori alle imprese e fino alle istituzioni".

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Manutenzione
Il confronto con l'europa sottolinea l'anomalia italiana: l'andamento degli incidenti è sostanzialmente in linea con il valore medio dei maggiori paesi europei. Ma l'italia mostra un dato nettamente superiore se si prendono in considerazione i soli incidenti alle persone per materiale rotabile in movimento. Mentre gli incidenti legati a cause tecniche (come per esempio deragliamenti o collisioni) sono sotto la media europea e sostanzialmente in diminuzione: nel 2015 sono stati 25, rispetto ai 29 del 2014. Tuttavia non vanno sottovalutati: le collisioni sono state 4, di cui tre per dissesto idrogeologico e una per errata esecuzione di procedure di esercizio in raccordo. Va comunque sottolineato che dal 2007 non si sono verificate collisioni tra due o più treni grazie all'implementazione tecnologica della rete ferroviaria, resa possibile dallo stanziamento di ingenti risorse statali. Sono avvenuti, invece, 3 deragliamenti (0 vittime) e, benché il dato sia in diminuzione rispetto al passato, la causa va ricercata in problematiche relative alla manutenzione dell'infrastruttura. Stessa matrice - la scarsa attenzione alla manutenzione - anche per i 2 incendi al materiale rotabile (0 vittime ma in aumento rispetto al 2014).

Allarme pedoni
Gli investimenti e le cadute da veicoli ferroviari in movimento sono state la causa del 74% degli incidenti e dell'84% delle vittime. Il 97% dei morti sono pedoni. Il 73% degli investimenti si è verificato in 5 regioni: Lombardia (18 incidenti), Lazio (16), Toscana (15), Emilia Romagna (10) e Campania (6) che sviluppano oltre il 50% del traffico ferroviario. Gli incidenti sono maggiormente concentrati in prossimità dei nodi urbani e metropolitani: Roma (13 incidenti), Milano (8), Bergamo (6), Lucca(6), Bologna (4), Caserta (3), Torino (3).

In aumento le vittime tra i passeggeri in salita e in discesa dei treni. I valori segnano comunque un -47% rispetto al 2009 e quasi un -21% rispetto al valore medio del periodo. gli incidenti, determinati soprattutto da comportamenti indebiti, sono  a volte correlati anche a problematiche manutentive e di non corretta applicazione di procedure di esercizio. I dati mostrano che i guasti alle porte per cause tecniche sono aumentate del 30% nel 2015. E' necessario che i dispositivi di sicurezza, che l'ansf ha reso progressivamente obbligatori dal 2009, funzionino correttamente e che sia valutata l'opportunità di adeguare il materiale esistente agli standard più recenti.
Oltre il 16% degli incidenti significativi (con il 16% delle vittime) sono avvenuti in corrispondenza di un passaggio a livello. Il dato è in crescita e supera il valore medio del periodo. Tra il 2005 e il 2015 è stato soppresso circa il 29% dei passaggi a livello a cui corrisponde una diminuzione degli incidenti del 24% (2005- 2015). Il programma di soppressione continua, con oneri consistenti, ma non può essere l'unico strumento: occorre anche agire sui comportamenti umani.

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2. Sui binari italiani è allarme per la presenza indebita di pedoni.

L'educazione e la cultura della sicurezza ferroviaria
Per contrastare la tendenza verso comportamenti illeciti in ambito ferroviario, l'ANSF è scesa in campo da diversi anni con campagne di sensibilizzazione che hanno coinvolto partner quali la polizia ferroviaria, le federazioni della pallacanestro, del rugby e della pallavolo e molti uffici scolastici regionali. ha inoltre chiesto alle imprese ferroviarie e al gestore della rete un'azione incisiva di collaborazione per limitare gli accessi alle aree più a rischio. L'agenzia sta anche attivando una pubblicità-progresso televisiva e web sull'importanza del rispetto delle regole. La campagna, che sarà realizzata nel corso del 2016, ha l'obiettivo di raggiungere i cittadini che non si rendono conto di quanto possano essere rischiosi determinati comportamenti non conformi alle regole. Inoltre, l'ANSF si propone di studiare il fenomeno dal punto di vista scientifico-psicologico e di riunire, anche grazie al convegno internazionale organizzato a Roma, le buone pratiche europee per trarne spunto e metter in atto soluzioni ad hoc.

Nuove frontiere
Tra le novità in arrivo, nel corso del 2016 le competenze dell'ANSF verranno estese alle reti regionali interconnesse con l'infrastruttura ferroviaria nazionale. Nel 2015 l'agenzia ha fornito al ministero delle infrastrutture e dei trasporti la propria collaborazione alle attività di definizione del Decreto Ministeriale contemplato all'articolo 1 comma 6 del decreto 112/2007, che individuerà le reti regionali che ricadranno sotto la sorveglianza dell'ANSF. 
Le ferrovie regionali si estendono per circa 3.500 chilometri, rappresentando un quinto della rete nazionale, con un traffico di circa 34 milioni di treni chilometro annui. Una volta sotto la competenza dell'ANSF, queste realtà dovranno armonizzare gli standard e le modalità di gestione della sicurezza con quelli degli operatori presenti sulla rete nazionale.

Concludendo: 4 punti fondamentali
Nonostante gli elementi positivi registrati nel 2015, che dimostrano l'impegno di tutti gli attori del sistema ferroviario, è necessario non abbassare la guardia sui seguenti punti:
- la corretta manutenzione deve essere l'obiettivo primario degli operatori ferroviari;
- la formazione e il mantenimento della competenze devono garantire l'efficacia degli interventi anche e soprattutto nelle condizioni di degrado delle strumentazioni di sicurezza;
- l'indagine e l'analisi degli incidenti deve essere migliorata da parte degli operatori allo scopo di intervenire e correggere le problematiche emerse;
- l'educazione alla sicurezza ferroviaria non sia solo a carico dell'ANSF, ma di tutti gli operatori ferroviari.

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Comunicato stampa ANSF - 21 aprile 2016

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