BRUXELLES (Belgio) - Italia deferita alla Corte di Giustizia dell'UE in fatto di liberalizzazione del trasporto ferroviario insieme ad altri dodici paesi. Il deferimento da parte della Commissione Europea arriva per la mancata corretta applicazione della Direttiva per l'apertura alla concorrenza del mercato ferroviario.
Dopo un carteggio Commissione-Italia durato anni, Bruxelles rileva che c'è una insufficiente separazione di funzioni tra gestione della rete, esercizio del servizio e certificazione per la sicurezza. Per questo, la Commissione ha deciso di portare l'Italia in giudizio: manca «la necessaria indipendenza» fra Rete ferroviaria italiana e la holding Fs (di proprietà del Tesoro), con le conseguenti problematiche sul fronte delle tariffe per l'utilizzo dell'infrastruttura.
Intenzione della normativa europea infatti è di garantire l'indipendenza del gestore dell'infrastruttura rispetto alle imprese ferroviarie, una tariffazione non discriminatoria dell'accesso alla rete e la creazione di un'autorità di controllo incaricata di eliminare gli ostacoli alla concorrenza in materia di accesso all'infrastruttura. Oltre all'Italia sono state deferiti anche Austria, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Francia, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovenia e Spagna.
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