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da News ferroviarie del 06 luglio 2010

Appalti Trenitalia, 5 arresti

di Giancarlo Scolari

NAPOLI - Appalti Trenitalia truccati a Napoli. Importante operazione della Guardia di Finanza che ha arrestato due ex dirigenti di Trenitalia e tre imprenditori accusati di pilotare gare per la manutenzione di carrozze e locomotori.
Questo il sistema di corruzione delineato dai pm partenopei Francesco Curcio e Henry John Woodcock, che hanno coordinato l'inchiesta. Gli appalti illecitamente affidati, relativi alla manutenzione di carrozze e locomotori, ammontano ad oltre 10 milioni di euro e, in alcuni casi, è emerso che erano stati affidati con trattative private dirette e singole, in modo irregolare, a imprese riconducibili a parenti di uno dei dirigenti della società pubblica.
Le ipotesi di reato sono l'associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, corruzione, riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti in attività economiche, mentre il valore delle aziende ammonta a circa sei milioni di euro.

Operazione della Finanza di Napoli su richiesta dei pm Woodcock e Curcio: 5 ordinanze di custodia a carico di due ex dirigenti di Trenitalia e tre imprenditori. L'accusa: pilotavano l'affidamento dei lavori di manutenzione di carrozze e locomotori. (Foto Giancarlo Scolari)

Gli arrestati sono Raffaele Arena, ex dirigente responsabile del servizio manutentivo di Trenitalia, e Fiorenzo Carassai, ex responsabile di una sezione di manutenzione della società, e gli imprenditori napoletani Giovanni e Antonio De Luca, titolari della società "Fd Costruzioni", impresa al centro dell'inchiesta. Arresti domiciliari, invece, per Carmine D'Elia, ritenuto socio occulto di Arena.
Arena e Carassai sono accusati, sia nel periodo in cui erano titolari delle loro rispettive posizioni di vertice all'interno di Trenitalia, sia dopo il licenziamento, di aver "costantemente esercitato una pervicace, quanto insidiosa attività, sistematicamente diretta a turbare e pilotare le commesse conferite da Trenitalia", per anni e con un volume d'affari di milioni di euro, anche con la complicità di altri dirigenti attualmente ancora in servizio.
Un'indagine dove, come sottolinea il procuratore aggiunto di Napoli, Francesco Greco, sono state "fondamentali" sia le intercettazioni che la collaborazione di Trenitalia. E da Villa Patrizi fanno sapere che i controlli condotti nel 2006 dalle strutture di Audit di Trenitalia avevano rilevato gravi irregolarità nell'operato di Arena, irregolarità confermate dalla successiva inchiesta amministrativa che ha portato nel febbraio 2007 al licenziamento dell'ex dirigente. Stessa sorte è toccata a Fiorenzo Carassai, licenziato nel dicembre 2009. Trenitalia ha inoltre annnunciato che nel processo si costituirà parte civile al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti. Nell'inchiesta spunta anche il nome dell'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, anche se è solo citato in una intercettazione e non è in alcun modo coinvolto nelle accuse ma soltanto chiamato in causa da alcuni degli arrestati.

Giancarlo Scolari - 06 luglio 2010

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