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da News ferroviarie del 11 febbraio 2016

FSI e MIT proseguono la cura del ferro

di Giancarlo Scolari

ROMA - Non si ferma la cura del ferro voluta dal Governo che si traduce in nuovi investimenti per maggiore sicurezza, più tecnologia, trasporti puntuali ed efficienti, qualità e comodità per i viaggiatori, soprattutto pendolari. Tutto questo fa parte dell'aggiornamento 2015 del Contratto di Programma tra il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana.
Nove miliardi di risorse aggiuntive, stanziate con le Leggi di Stabilità 2015 e 2016 e con il decreto "Sblocca Italia" che si sommano agli altri otto miliardi previsti nel prossimo aggiornamento 2016, per un totale di 17 miliardi di euro. La presentazione del piano in una conferenza stampa a Roma con il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Graziano Delrio, l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiane Renato Mazzoncini e il numero uno di RFI, Maurizio Gentile.

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1. L'ad del gruppo FSI Renato Mazzoncini e in secondo piano il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio durante la conferenza stampa di presentazione degli investimenti di RFI del Contratto di Programma. (Foto FS, 11 febbraio 2016)

1.308 milioni in più per il potenziamento dei maggiori nodi metropolitani e di alcune linee regionali, in particolare di Calabria e Sardegna. 1.200 milioni di euro sono dedicati agli interventi necessari a contenere i rischi nelle gallerie nelle zone sismiche e in quelle soggette a rischio idrogeologico ma anche per la soppressione della maggior parte dei passaggi a livello, aumentando la messa in sicurezza dei pochi restanti. Saranno sostituiti anche gli impianti tecnologici già superati e obsoleti sulla Bologna - Padova e nel nodo ferroviario di Napoli, l'upgrade tecnologico dei grandi corridioi viaggiatori: Firenze - Roma, Genova - Ventimiglia con il completamento del raddoppio, Milano - Bologna e Roma - Napoli. 500 milioni sono stanziati per i collegamenti con gli aeroporti di Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Venezia, Bergamo, Genova e Catania.

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2. Tra gli investimenti per le ferrovie c'è il rinnovo degli impianti tecnologici del nodo di Napoli.

Quasi 5 miliardi vanno al completamento e potenziamento della rete AV-AC con l'apertura dei cantieri fra Brescia e Verona e della progettazione da Verona a Vicenza dell'AV Milano - Venezia, il Terzo Valico dei Giovi, la galleria di base del Brennero e le nuove linee Napoli - Bari e Palermo - Catania - Messina. Qui si collega il capitolo del trasporto merci, che insieme a quello del Trasporto Regionale impiega più risorse. L'obiettivo è togliere più merci possibili dalla gomma, investendo sui Grandi Corridoi TEN-T: Mediterraneo che attraverso l'Italia collega la Penisola Iberica con il confine ungro-ucraino, Reno - Alpi che collega i grandi porti del Nord Europa di Rotterdam e Anversa con il Mar Mediterraneo a Genova, il Baltico - Adriatico dall'Europa dell'est ai porti italiani del Nord-est per finire a quello Scandinavia - Mediterranio dal Nord-Europa e la Sicilia attraversando tutta la penisola.
250 milioni saranno destinati al potenziamento infrastrutturale per consentire la circolazione di treni lunghi fino a 750 metri. Le sagome delle gallerie saranno riconfigurate per il passaggio di convogli alti fino a 4 metri mentre il sedime ferroviario sarà "abilitato" per sopportare treni con carico massimo fino a 22 tonnellate per asse. Migliorata inoltre la connessione con i principali porti italiani. Sempre per le merci l'ad Mazzoncini ha annunciato un polo unico produttivo della logistica che dalla seconda metà del 2016 va ad inglobare le dieci società che all'interno della holding FSI si occupano di merci e logistica, portando fuori la parte cargo da Trenitalia.

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3. Il programma prevede una radicale riorganizzazione del settore merci, con la convergenza delle aziende del Gruppo in un'unica nuova realtà cargo. (Foto Mario Mifsud)

Tutti questi investimenti inoltre, sono propedeutici alla privatizzazione del Gruppo FSI. Quotazione in Borsa che slitterà sicuramente al 2017, come ha confermato a margine della conferenza stampa l'ad di FSI: "Una volta definite con chiarezza le strategie, saremo in grado di sviluppare un piano che sia il presupposto per la possibile quotazione in Borsa. La quotazione si avvicina se si completa un grado di regolamentazione chiara. Una delle precondizioni e' un quadro regolatorio chiaro - ha detto Mazzoncini dialogando con i giornalisti - Siamo all'ultimo miglio, poi ci renderemo conto di quanto vale l'incasso dal mercato rispetto ai contratti di servizi; oggi diciamo che siamo vicini al 50 per cento. Piu' gli incassi del mercato cresceranno, più sarà semplice pensare ad una quotazione".

Giancarlo Scolari - 11 febbraio 2016

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