GENOVA - Alle 10.30 di sabato 21 maggio la storica Ferrovia Genova Piazza Manin - Casella ha riaperto al servizio, dopo una lunga opera di restauro che è durata circa tre anni. L'esercizio commerciale era interrotto dal novembre 2013 a causa del protrarsi dei lavori sui due ponti metallici in località Crocetta al km 22 e in località Fontanassa al km 8, i cui deficit strutturali hanno causato la revoca del nulla osta della sicurezza da parte degli uffici competenti del Ministero dei Trasporti e la conseguente chiusura della Ferrovia, gestita dall'AMT di Genova. In particolare il ponte Crocetta è stato consolidato e revisionato mediante la costruzione di nuove spalle in calcestruzzo armato e opere per l'irrobustimento della struttura esistente oltre ad interventi accessori per la regimazione delle acque; quello di Fontanassa è stato completamente demolito e sostituito con uno nuovo in acciaio e calcestruzzo armato.
Con i lavori, che hanno subito un ritardo per i danni dell'alluvione del 2014, sono stati rinnovati buona parte dei binari, la linea aerea è stata revisionata, la sede è stata consolidata, il percorso è stato messo in sicurezza e parte dei veicoli sono stati restaurati e dipinti nella nuova livrea rosso-grigio (che vuole neanche troppo di nascosto ricordare i mezzi delle Ferrovie Retiche) ad opera del personale viaggiante e capistazione della ferrovia, che avendo meno treni da condurre si è reso disponibile in modo volontario ad effettuare questo tipo d'intervento. Esistono ancora alcuni interventi da effettuare in vari punti per migliorare velocità, sicurezza dell'infrastruttura e comfort, attualmente in corso d'opera che si svolgono contemporaneamente all'esercizio ed anche in notturna; però non sussistono più criticità tali da impedire il regolare servizio.
La giornata della riapertura ha visto la presenza di tutte le Autorità dei Comuni attraversati: Genova, Sant'Olcese, Serra Riccò e Casella; erano presenti anche il Presidente della Regione Liguria e gli assessori regionali con delega allo sviluppo economico, al turismo ed ai trasporti. E tanta, tantissima gente che lungo la linea ha salutato imbandierando ed addobbando case e balconi. Sono stati effettuati tre treni speciali formati dal materiale nei nuovi colori Elettromotrici A8 e A9 del 1993 (Firema-Cittadella) e la vettura C51 (Gleismac 1980). e con la elettromotrice A5 (TIBB 1926 ricostruita da Casaralta nel 1957 ex Ferrovia Spoleto -Norcia) e le vetture C21 e C50 (Gleismac 1980). In esposizione nella Stazione di Genova Piazza Manin era presente anche il locomotore diesel D1 (ex V 52 902 DB ricostruita prima da Gleismac e poi da Tesmac Service), mentre nella stazione di Vicomorasso era esposto il vecchio locomotore 29.
Dal 22 maggio l'orario definitivo prevede 9 coppie di treni nei giorni feriali fino al venerdì, e 7 nel sabato e festivi (dove circola anche una ulteriore corsa in più) con la possibilità di ulteriori incrementi, soprattutto nei weekend primaverili ed estivi per far fronte alle auspicate richieste turistiche.
Le origini di questa ferrovia, che i genovesi chiamano affettuosamente "il Trenino di Casella", partono dagli ultimi decenni del XIX secolo, quando si pensò a nuove vie di comunicazione per avvicinare alla città le campagne circostanti ed i paesi che vi sorgevano. Nonostante la concessione per la costruzione di una linea ferrata a scartamento ridotto fosse stata conferita alla Società Ferrovie Elettriche Liguri nel 1915, la Prima Guerra Mondiale ne impedì la realizzazione, che riprese il 26 Giugno 1921, con la cerimonia della posa della prima pietra.
I lavori iniziarono dove oggi si trova il Deposito di Casella, dirigendosi verso Genova, permettendo in questo modo di prelevare il materiale necessario dal greto del Torrente Scrivia che scorre vicino. L'inaugurazione della linea otto anni dopo il 1 settembre 1929.
Le valli attraversate sono tre, partendo da Genova il "trenino" prende quota sui contrafforti della Valbisagno, poi, dopo la Galleria di Trensasco a 370 m s.l.m., si entra nella Valpolcevera ed infine, dopo Cortino, in vista di Casella si scende nella Valle Scrivia.
I NUMERI DEL TRENINO
Scartamento: 1000 mm
Lunghezza: 24.318 mt.
Sviluppo curve: 45% del percorso
Raggio minimo delle curve: 60 m.
Pendenza massima: 45 per mille in aderenza naturale
Ponti e viadotti: 11 di cui 8 in muratura, 1 in calcestruzzo e 2 a travata metallica
Gallerie: 13 di lunghezza compresa fra 30 e 150 m.
Trazione: elettrica a 3000 V
Passaggi a livello: 8 automatici senza barriere
Deviatoi automatici : 3
Stazioni di incrocio: 9
Altezza massima del percorso: 456 m s.l.m. a Crocetta
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