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Approfondimenti









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da Approfondimenti del 05 ottobre 2009

A Pietrarsa si festeggiano 170 anni di ferrovia

di David Campione

Notte magica per le ferrovie italiane, che nel meraviglioso scenario del golfo di Napoli hanno compiuto 170 anni tra fuochi d'artificio e sbuffi di vapore. Grandi celebrazioni organizzate dal Gruppo Ferrovie dello Stato per la ricorrenza della prima ferrovia italiana, la Napoli - Portici, inaugurata il 3 ottobre 1839 con una corsa alla quale presero parte 258 fortunati passeggeri: venerdì 2 ottobre il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa ha ospitato la suntuosa cerimonia riservata ad autorità, ospiti d'onore e stampa giunti in treno speciale, mentre sabato 3 e domenica 4 ottobre l'apertura al pubblico, con ingresso gratuito.

Da Roma a Pietrarsa in ETR.500 per la cerimonia

I festeggiamenti cominciano dal binario 1 di Roma Termini alle 16.55. L'ETR.500 numero 31 in composizione "corta" di 8 pezzi è incaricato di condurre autorità, giornalisti ed ospiti da Roma a Napoli Centrale via AV e quindi a Pietrarsa, percorrendo in quest'ultimo breve tratto il binario di destra per agevolare l'ingresso degli ospiti nel Museo senza l'impiego del sottopassaggio. Complessivamente due ore di viaggio, compresa la sosta a Napoli per la salita degli ospiti partenopei ed il cambio banco.

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1. Appena giunto da Roma Termini, l'ETR.500 n.31 sosta davanti all'ingresso del Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa per la discesa degli ospiti. Pochi minuti e ripartirà alla volta di Torre Annunziata, dove verrà ricoverato in attesa del viaggio di ritorno. (Foto David Campione, 2 ottobre 2009)

A darci il benvenuto c'è l'ETR.252, esposto nel binario di ingresso al Museo Ferroviario di Pietrarsa ed in gran forma esteriore dopo il recente restyling, necessario per ripristinare la livrea dopo anni di abbandono dell'elettrotreno. Con un'ulteriore e contenuta spesa potrebbe essere completato il ripristino funzionale del convoglio, che potrebbe essere quindi utilizzato per servizi turistici.
Una leggera pioggia destinata a durare poco non guasta l'atmosfera che si respira tra i viali del Museo, sapientemente illuminati con discrezione ed eleganza da numerose candele. Anche i maestosi padiglioni, appartenuti in precedenza alle Officine Ferroviarie di Pietrarsa, sono illuminati per valorizzarne le linee architettoniche esternamente come all'interno.
La coreografia è completata dalla locomotiva 685.089 accesa e presenziata, che spostandosi per pochi metri sui binari del giardino avvolge nel fumo il piazzale, facendo sembrare "vivo" il Museo, come ai tempi in cui ospitava le Officine.

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2. Cade una leggera pioggia su Pietrarsa, mentre la 685.089 attende di effettuare un'altra "sfilata" lungo il breve tratto di binario che la ospita. (Foto David Campione, 2 ottobre 2009)

La novità del Museo è la "Tartaruga" E.444.001, trasferita nel sito a settembre ed esposta nel padiglione Caldarerie e Forni. Bellissima fuori, ma non funzionante: la cassa è stata completamente rimessa a nuovo con un accurato restauro eseguito nelle officine di Foligno, ma la locomotiva di fatto non è atta, non essendo stato deciso il recupero funzionale.
In altri padiglioni trovano spazio il plastico 300 treni di Brunetti, a Pietrarsa dal 2007, una galleria fotografica, ed ancora alcune associazioni di ferramatori che per l'occasione espongono diorami, modelli, ed un plastico modulare a norma FREMO.
Presente inoltre ACME, che espone il bellissimo ETR.500 "Frecciarossa", il convoglio EurostarCity completo di E.444, le E.405 ed altri modelli, oltre alla Rivista della Ferrovia edita dalla stessa azienda. Sempre nello spazio dell'ACME presentato un inedito ETR.600 in scala N, riprodotto in esclusiva per il gruppo FS.
Espone anche l'Ute.Ca di Giacomo Casola, azienda artiginale specializzata nella realizzazione di modelli in ottone, in scala 0, H0 ed N, oltre ad accessori in queste due ultime scale.
Un gazebo esterno ospita la postazione di FS News Radio, l'emittente radiofonica del gruppo Ferrovie dello Stato fruibile via web, in molte stazioni italiane e nel circuito Eurostar, impegnata a seguire l'evento di Pietrarsa in diretta.

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3. Nuovo arrivo nel Museo di Pietrarsa la E.444.001, che ha trovato sistemazione nel padiglione C, ex caldarerie e forni. (Foto David Campione, 2 ottobre 2009)

L'Amministratore Delegato del Gruppo FS Mauro Moretti e il Presidente Innocenzo Cipolletta fanno intanto gli onori di casa, guidando le autorità nella visita del Museo.
Presenti il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro dei Trasporti Altero Matteoli che ha commentato la ricorrenza guardando al passato, ma ricordando che per il futuro l'Alta Velocità "non può fermarsi a Napoli ma deve arrivare anche in Sicilia" ed ancora il Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e il Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino.
Sempre a proposito di Alta Velocità, Mauro Moretti accompagnando in visita gli ospiti ha annunciato che "tra ottobre e novembre ci sarà la gara l'acquisto di 50 nuovi treni AV, un bando atteso da molti mesi del valore di 1,5 miliardi. Una gara con la quale FS punta a ritrovare il primato nella tecnologia dei treni veloci".

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4. Vista d'insieme dei padiglioni, durante la visita serale al Museo. (Foto David Campione, 2 ottobre 2009)

Infine un messaggio augurale arriva dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che per l'occasione ha inviato un telegramma di saluto all'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti: "Con sentimenti di ideale partecipazione saluto lei e le autorità, i promotori e quanti sono intervenuti per festeggiare il 170esimo anniversario della ferrovia Napoli - Portici, tappa significativa del primo processo di modernizzazione del nostro Paese. In quel lontano 1839 il meridione, pur segnato da molteplici arretratezze, mostrava tuttavia un vivace impulso innovativo e alcuni settori produttivi all'avanguardia per tecnologia e organizzazione del lavoro.
Oggi il ricordo di quel significativo traguardo ripropone l'attualità della grande sfida cui è chiamato il Mezzogiorno d'Italia, che deve assumere nuovamente un ruolo propulsivo concorrendo ad una più equilibrata e sostenibile crescita economica nazionale e a valorizzare la ricchezza umana e professionale delle sue popolazioni.
Con questo spirito rivolgo il mio caloroso augurio per il pieno successo della odierna cerimonia, che costituisce anche occasione per porre in piena luce l'importante patrimonio storico dello Ferrovie dello Stato del nostro Paese. Giorgio Napolitano"

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5. Scorcio dell'ETR.252, esposto sul binario di ingresso al Museo, con l'estremità di coda che impegna la piattaforma girevole. (Foto David Campione, 2 ottobre 2009)

Fulcro della serata, dopo i discorsi di rito ai piedi della Bayard, l'ottima cena a base di specialità locali e servita nell'ex padiglione montaggio, con la suggestiva cornice delle vaporiere a margine dei tavoli ed accompagnata da musica e filmati a carattere ferroviario, proiettati su grandi schermi.
Si parte col timballo di riso per passare ai paccheri di Gragnano al sugo di cernia, giungendo quindi alle deliziose mozzarelle di bufala accompagnate da parmigiana di melanzane e ancora salsicce e friarielli, il tutto bagnato dal Greco di Tufo, per concludere in dolcezza con frutta di stagione e l'immancabile babà napoletano. Dalla tavola all'incantevole vista sul golfo di Napoli il passo è breve ed in pochi minuti gli ospiti raggiungono il giardino sul mare per lo spettacolo pirotecnico.

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6. Un momento della cena di gala nel padiglione Montaggio, che oggi ospita locomotive a vapore e trifase. (Foto David Campione, 2 ottobre 2009)

I fuochi d'artificio sono il culmine di un evento sapientemente organizzato nei minimi dettagli: il miglior tributo per i 170 anni delle nostre ferrovie.
In un tripudio di colori che illuminano il cielo, riflettendosi nel mare antistante il Museo, la 685 risponde allo scoppio dei fuochi d'artificio con prolungati fischi e abbondanti scarichi di vapore fino quasi a scomparire avvolta dal fumo.

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7. Al culmine della serata fuochi d'artificio, lunghi fischi e tanto fumo dalla "Regina" per celebrare i 170 delle ferrovie italiane. (Foto David Campione, 2 ottobre 2009)

Alle 22 si spengono i riflettori su Pietrarsa. L'ETR.500 che riporterà gli ospiti a Napoli e Roma è già al binario 2 della piccola fermata di Pietrarsa - San Giorgio a Cremano, che ha l'onore di veder sostare lungo i suoi marciapiedi un treno prestigioso. Il muso del "Frecciarossa" fa capolino dietro la cancellata del Museo, incontrando simbolicamente il muso dell'"Arlecchino" che spunta tra un padiglione e la pensilina. Due generazioni di treni veloci che si ritrovano nel luogo in cui la nostra lunga storia ferrovia ha avuto origine.

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8. Il muso dell'ETR.252 fa capolino sull'ingresso del Museo di Pietrarsa, con gli ospiti in procinto di tornare verso l'ETR.500 che li ricondurrà a Napoli e Roma. (Foto David Campione, 2 ottobre 2009)

L'apertura al pubblico di Pietrarsa, tra qualche ombra

Dopo la grande cerimonia di venerdì 2 ottobre, il sabato e la domenica successivi il Museo rimane eccezionalmente aperto al pubblico, con ingresso gratuito. Un'utile iniziativa per far conoscere a tutti uno dei luoghi simbolo delle ferrovie italiane.

Purtroppo i collegamenti ferroviari tra Napoli ed il Museo non sono organizzati nel migliore dei modi. Sono soltanto due i treni da orario che consentono di arrivare a Pietrarsa in mattinata: il Regionale 21307 delle 9.30 o il successivo Regionale 21309 delle 11.30.

Due ore di "buca" sono un intervallo spropositato in un frangente simile ed infatti molti visitatori preferiscono l'auto al treno, congestionando all'inverosimile la viabilità nella stretta via senza uscita che conduce al cancello del Museo...

Senza contare le difficoltà di chi arriva in treno da Roma o dal nord Italia, che non riuscendo ad utilizzare il primo Regionale, è costretto a servirsi del trasporto pubblico su gomma per non attendere fino alle 11.30 il treno successivo.

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9. Prime ore di apertura del Museo, all'indomani della grande festa. (Foto David Campione, 3 ottobre 2009)

La situazione peggiora ulteriormente domenica 4 ottobre, quando il Regionale 21307 delle 9.30 da Napoli Centrale non si effettua e l'affluenza è comunque superiore rispetto al sabato.

Probabilmente sarebbe stato utile istituire qualche treno speciale per l'evento tra Napoli Centrale e Torre Annunziata e vv con sosta a Pietrarsa, magari effettuato con del materiale storico o comunque con un qualsiasi materiale reversibile.


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10. Visitatori nel padiglione Montaggio, dove è ospitata la riproduzione del 1939 della Bayard con il suo treno. (Foto David Campione, 3 ottobre 2009)
11. Il padiglione Fucine, che ha ospitato nelle giornate dei festeggiamenti alcune associazioni di ferromodellisti. In primo piano il plastico modulare a norma FREMO del gruppo 835.114 di Salerno.

Il sabato siamo nuovamente a Pietrarsa per visitare il Museo alla luce del sole, da semplici visitatori con macchina fotografica al collo ed "in borghese" ovvero senza alcun badge, accredito stampa o altro.
Il buongiorno si dovrebbe vedere dal mattino, ma in pochi minuti comprendiamo che l'atmosfera speciale riservata il giorno precedente ad autorità, stampa ed ospiti è svanita come il fumo della locomotiva.
La 685.089 è ancora esposta sul piazzale ma macchinista e fuochista ormai non sono più davanti a regolatori e forno a spalare carbone: la "Regina" è spenta e così resterà nelle due giornate di apertura al pubblico, quindi niente "passerella" sui binari del Museo per la 685 tra grandi sbuffi di fumo e vapore, che avrebbero fatto la gioia di tanti bambini e non solo.

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12. La 685.089 in esposizione sul piazzale ha calamitato le attenzioni dei più giovani come degli adulti, anche se spiacevolmente spenta. (Foto David Campione, 3 ottobre 2009)

Anche l'ETR.252 "Arlecchino" è ancora lì, ma la porta di salita è chiusa. Chiediamo se è possibile visitare il belvedere e la prima carrozza che la sera prima erano accessibili, ma la risposta è negativa. Sarebbe stato piacevole immaginare delle visite con piccoli gruppi di 5/10 persone accompagnati da qualcuno che oltre a sorvegliare avrebbe potuto fornire brevemente informazioni su uno dei nostri elettrotreni più prestigiosi.
Il pensiero va a manifestazioni analoghe della vicina Svizzera, dove il pubblico è il benvenuto sui mezzi in esposizione o addirittura nelle cabine di guida durante le manovre dimostrative.
In compenso ci sono giocolieri, artisti di strada e clown che allietano i bambini aggirandosi per i giardini e con spettacoli organizzati nell'anfiteatro all'aperto.

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13. L'ETR.252 esposto nello stretto spazio tra cancellata e padiglione, accoglie i visitatori in arrivo nel Museo. (Foto David Campione, 3 ottobre 2009)

Ma l'episodio davvero disarmante è un altro. Nel frattempo il Museo si è ulteriormente affollato: ferrovieri in pensione, appassionati, famiglie con bambini e tanti semplici visitatori, quasi tutti con fotocamere e telecamere a tracolla, sono in giro tra gli storici fabbricati di Pietrarsa.
Accediamo al padiglione Tornerie, interamente occupato da apparati, plastici e numerosi modelli ferroviari e mentre ci accingiamo ad inquadrarne uno con la fotocamera un solerte quanto tempestivo guardiano ci viene incontro per dirci che è assolutamento vietato fotografare all'interno del Museo. Rimaniamo sbalorditi e replichiamo prontamente che la sera prima, presenti tra gli invitati, non c'era alcun divieto di questo tipo.
Il sorvegliante si scusa dell'equivoco ritirando il divieto e "molla la preda", dirigendosi in tutta fretta e con altrettanta prontezza verso altri ignari visitatori che stavano innocentemente fotografando un altro modello esposto poco più avanti.

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14. La "Tartaruga" nel padiglione Calderiere, sua collocazione definitiva all'interno di Pietrarsa. (Foto David Campione, 3 ottobre 2009)
15. Una veterana del Museo Ferroviario Nazionale, la D.342.4011.
16. Automotrice ALn 772.3375, anch'essa in esposizione dall'apertura del Museo.
17. Numerosi i modelli esposti, tra automotrici, elettrotreni, locomotive, carri e carrozze. Perfetta la riproduzione della carrozza per treni TEE 61 83 18-90 951-1, completa di arredi interni riprodotti in ogni minimo dettaglio.

Altro padiglione e la storia si ripete con un altro sorvegliante. Chiediamo quindi di parlare con qualcuno che possa spiegarci perché oggi è tassativamente vietato fotografare qualsiasi cosa esposta nei padiglioni.
Veniamo indirizzati ad un responsabile, il quale ci informa che il divieto di immortalare tutto ciò che è esposto nei padiglioni arriva dalla direzione generale di Roma e che per effettuare riprese fotografiche è necessaria loro autorizzazione scritta. E comunque, ci viene ribattuto, questo divieto è la norma in tutti i musei e Pietrarsa non fa certo eccezione. Falso. Oltre a non esserci nessun divieto affisso (come in alcuni musei), riportiamo l'esempio del Museo dei Trasporti di Lucerna, del Museo Ferroviario di Mulhouse o ancora del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, solo per citarne alcuni, dove senza alcuna autorizzazione abbiamo fotografato, anche con l'uso del cavalletto. Ma fare confronti non ha senso in questo momento e comunque alla fine ci viene concessa la possibilità di fotografare.
Qualcuno in seguito ci confida che il divieto nasce da un uso distorto di alcune foto scattate nel Museo, pubblicate in passato forse su internet per danneggiare l'immagine della struttura stessa e dei rotabili esposti.

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18. Grande successo ha riscosso il plastico 300 treni "Brunetti", dal nome del costruttore. Sull'impianto era in circolazione anche un complesso di elettromotrici ALe 803, recentemente realizzate su scala industriale da Big Models con MdF. (Foto David Campione, 2 ottobre 2009)

Più tardi scopriremo che eravamo in buona compagnia e che altri visitatori come noi sono stati redarguiti dal fotografare i mezzi esposti. Ma evidentemente si tratta di una guerra impari, visto e considerato che i visitatori nel frattempo sono aumentati di numero e di conseguenza i trasgressori da rincorrere con fotocamere, telecamere, reflex professionali o semplici cellulari con fotocamera sono probabilmente migliaia, a fronte di qualche decina di volenterosi sorveglianti!
Il tutto si risolve inevitabilmente in una bolla di sapone...

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19. Il padiglione Montaggio, in cui sono esposte locomotive a vapore e trifase, affollato di pubblico. (Foto David Campione, 3 ottobre 2009)

Nonostante qualche "ombra", va detto che l'apertura straordinaria del Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa nel week end in cui le ferrovie italiane hanno compiuto 170 anni ha raccolto il consenso del pubblico, non solo locale, che ha premiato l'iniziativa con numerose presenze.
Tutto questo anche grazie al risalto dato all'evento dal Gruppo FS, con numerosi manifesti pubblicitari affissi nelle stazioni FS e MetroNapoli e con banner sui siti internet collegati al sito ufficiale del Gruppo, dove è stata data ampia visibilità all'iniziativa.
Due calde giornate di sole hanno infine contribuito ad accrescere l'affluenza.
E' spiacevole constatare che questo Museo rimanga chiuso il sabato e la domenica (visite possibili solo dietro prenotazione e comunque solo per gruppi), precludendo l'affluenza di molti visitatori tra cui famiglie o turisti. L'apertura nei soli giorni feriali riduce di fatto la visibilità di questo importante sito all'ombra del Vesuvio, che aggiunge prestigio ed onore alla terra che per prima in Italia 170 anni fa ospitò una ferrovia.

David Campione - 05 ottobre 2009

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