ROMA - "Grazie MD-80". Facciamo nostro il ringraziamento fatto dal comandante Andrea Partesotti dell'AZ 8080 non appena ha toccato terra per l'ultima volta con un MD-80. Perché da questa sera l'MD-80 di Alitalia, il "Mad Dog" come era conosciuto tra gli appassionati e addetti ai lavori, va in pensione dopo 28 anni di servizio, facendo la storia del periodo più florido della compagnia di bandiera e dell'aviazione civile italiana in generale. Infatti la data del 17 dicembre è quella del volo celebrativo organizzato da Alitalia per salutare l'uscita dalla flotta del "Super 80".
L'MD-80 è stato costruito dalla statunitense McDonnel-Douglas, ha effettuato il primo volo nell'ottobre 1979 ed è il "successore naturale" del DC9. Lungo 45,1 metri, con un'apertura alare di 32,8 metri e un'altezza di 9,05 metri ha una capacità di combustibile 22106 litri. In configurazione nazionale aveva una capacità di 164 posti con i moduli 3+2 mentre per i collegamenti internazionali a due classi i posti erano 141 con la configurazione 2+2 in quella che era la business e la classica economy come nei nazionali.
Alitalia nel 1982 ha ordinato ben 92 esemplari dell'MD-80 e 82 motorizzati con i Pratt & Whitney JT8D, per sostituire i Douglas DC-9. Il primo è stato consegnato nel 1983 ed ha costituito la base della flotta di corto e medio raggio di quella che era la compagnia di bandiera italiana. Il primo volo ufficiale commerciale di un MD-80 Alitalia è datato 16 gennaio 1984. Quel giorno l'I-DAWA ha effettuato il Roma Fiumicino - Palermo.
Oltre alla tradizionale livrea Alitalia il "Mad Dog" ha avuto numerose varianti: quella con i colori Aermediterranea, quella ATI nella versione verde e quella blu. Da ricordare anche la livrea Mc-Donald e quella Renault, mentre un esemplare è stato anche brandizzato in livrea Eurofly-Teorema. L'MD-80 ha toccato negli anni tutti gli aeroporti italiani serviti da Alitalia e gran parte di quelli a medio raggio fra Europa, Nord Africa, Mediterraneo e Medio Oriente superando il centinaio di destinazioni.
Molti i voli speciali e charter effettuati dall'MD-80. Tra questi ricordiamo quelli della Nazionale italiana di calcio durante i Mondiali del 1990. Ma a rendere famoso questo aeromobile è stato anche Giovanni Paolo II che l'ha usato in numerosi viaggi apostolici in Europa. L'MD-80 è entrato anche nelle cronache: il 27 novembre 2002 l'AZ 364 Bologna - Parigi ha subito un tentativo di dirottamento mentre volava sulle Alpi. Per fortuna il tutto si è concluso per il meglio con il dirottatore che si è arreso una volta che l'aeromobile è atterrato a Lione.
Il "Mad Dog" Alitalia vanta ha anche un recente, piccolo primato: è stato il primo aeromobile di una compagnia ad atterrare a Mitiga in Libia il 2 novembre 2011, dopo le sommosse che hanno portato alla morte di Gheddafi e all'isolamento del paese magrebino.
Ma veniamo all'odierno viaggio di addio. Attore protagonista di quest'ultimo volo AZ8080 I-DATI, entrato nel maggio 1993 nella flotta di Ati e passato poi in Alitalia nel 1994 con il nome di battesimo di Siracusa. Infatti tutti i 92 MD-80 sono stati battezzati con i nomi delle città italiane. Lo stesso aeromobile che il 27 ottobre 2011 ha effettuato l'ultimo volo commerciale, l'AZ 1740 Catania - Fiumicino.
L'appuntamento per ospiti e giornalisti è al Terminal 1 di Fiumicino ai banchi 170, 171 e 172. Ad accoglierci quattro assistenti di volo ciascuna con le quattro divise che negli anni sono state utilizzate dalle hostess Alitalia a bordo del "Super80". Infatti si è passati alla divisa "Lebole" indossata dal 1980 al 1986, a quelle di Renato Balestra, che il personale ha vestito far il 1986 e il 1991 e di Giorgio Armani indossate fino al 1998 per finire a quella attuale firmata da Mondrian.
L'imbarco dell'AZ 8080 è previsto al gate B1 alle 10,05. E' particolare vedere sui monitor che la destinazione del volo...è la stessa di quella di partenza!
Gran cerimoniere della giornata l'amministratore delegato di Alitalia, Andrea Ragnetti. In attesa dell'imbarco c'è il tempo di fare una chiacchierata con lui. "Oggi celebriamo un aereo - ha detto Ragnetti - che ha trasportato milioni e milioni di passeggeri e il cui servizio ha coinciso con la stagione più bella di Alitalia prima della crisi. Ma ora dobbiamo guardare avanti e prepararci a un futuro che sia all'altezza del suo passato. Abbiamo avviato un'operazione di rinnovamento della flotta in anni difficilissimi, investendo 3 miliardi di dollari e ora siamo in linea con i migliori standard al mondo. La flotta di Alitalia sarà una delle più giovani, con una media di 6,5 anni, e a basso impatto ambientale al mondo. Insomma - ha concluso l'ad - ci prepariamo al 2013 e al 2014 che saranno anni ancora difficili ma che affrontiamo con continui miglioramenti e progressi". Non può mancare un pensiero alla concorrenza del treno. "La battaglia col treno sulla Roma - Milano non è persa ma diventa sempre più difficile. Con l'incremento della velocità del treno sotto le 2 ore e mezzo la concorrenza diventa quasi insostenibile. Ancora siamo in grado di gestirla, ma fra 4-5 anni la situazione sarà molto peggiore".
Il piano di volo prevede una volta decollati da Fiumicino il passaggio sopra il lago di Bolsena, Firenze, Modena, Ferrara ad una quota di 7 mila metri per poi tagliare sull'Adriatico per puntare verso Trieste. Qui saremmo stati affiancati dalle Frecce Tricolori della Pattuglia Acrobatica Nazionale fino a sorvolare Venezia a bassa quota.
Alle 10,33 l'MD-80 I-DATI si stacca dal finger per andare sulla pista 25 dove è previsto il decollo. Nonostante l'orario di punta abbiamo davanti solo un 737 della Brussels Airlines che ci permette di decollare senza attese alle 10.42.
Prima del decollo le classiche istruzioni di sicurezza e l'invito a spegnere tutti i dispositivi elettronici. Mai come oggi tale invito rimane vano. Tutti gli invitati hanno fotografato o ripreso il decollo, cameramen delle principali testate tv compresi. Purtroppo il meteo ha pensato bene di non partecipare alla festa, con le nubi che giunti all' altezza di Civitavecchia hanno fatto da contorno al volo. Durante questa prima fase della traversata il Direttore Operazioni Volo di Alitalia, Roberto Germano, illustra storia e caratteristiche di questo aeromobile, non senza un pizzico di emozione.
La scarsa visibilità su Venezia costringe gli organizzatori a ripegare su un passaggio a 600 metri di quota sull'aeroporto di Rivolto. Un annuncio del comandante ci informa che le Frecce Tricolori sono sotto di noi e che tra qualche minuto compariranno alla nostra sinistra. Tutti gli ospiti sono adesso con il viso "spiaccicato" sugli oblò sul lato sinistro dell'aereo, e quando la Pattuglia Acrobatica Nazionale compare nei pressi della nostra ala, con un "ohhh" di sorpresa torniamo bambini nell'assistere a questo inconsueto quanto suggestivo spettacolo.
E' il momento della scia tricolore lasciata dai tre aerei in formazione, che suggella questa giornata speciale.
La vicinanza degli aeromobili è tale, al punto da riconoscere distintamente i movimenti dei militari al comando delle Frecce, che dopo alcuni minuti ci lasciano per tornare alla base.
Salutati i 4 Aermacchi inizia il viaggio di ritorno verso Fiumicino. Viene quindi servito un piccolo aperitivo, ed anche questo ci fa tornare indietro negli anni quando lo snack di benvenuto a bordo era ben più corposo rispetto all'attuale.
E' anche il momento di un piccolo discorso fatto all'interfono di bordo dall'ad Ragnetti, anche lui emozionato per quanto visto poco prima. Ed anche qui non manca un pensiero per Trenitalia e NTV: "Senza nessuna polemica, non credo che si potrà provare la stessa emozione quando andrà in pensione una locomotiva dell'alta velocità...".
Sempre sopra un manto di nubi, il volo prosegue passando sulla verticale di Forlì, Firenze e il lago di Bolsena, intravisto una volta iniziato il sentiero di discesa verso la pista 16R di Fiumicino. In tutta fretta, visto l'approssimarsi dell'arrivo a terra si tiene il brindisi di saluto all'MD-80. L'ultimo atterraggio, sulla pista 16R (quella parallela e più vicina al mare) avviene sulla pista bagnata. Infatti pochi secondi prima si è abbattuto sull'aeroporto di Fiumicino un breve scroscio di pioggia.
Alle 12.48 tocchiamo terra, un applauso spontaneo e sincero segue il "Grazie MD-80" pronunciato dal comandante Andrea Partesotti.
Dopo 2 ore e 22 minuti torniamo da dove siamo partiti: alle 12.55 ci agganciamo al finger del gate B1 di Fiumicino. Purtroppo è giunto il momento di lasciare per sempre il Mad Dog. In fila per lo sbarco diamo un'ultima occhiata al posto che abbiamo occupato durante il viaggio.
In pochi secondi passano quasi 30 anni di ricordi di viaggi fatti a bordo dell'MD-80. Voli fatti magari a tarda sera dopo una dura giornata di lavoro, voli fatti sul Tirreno durante una fortissima bassa pressione, o le partenze per le vacanze. "Grazie MD-80" lo facciamo nostro. Da oggi tutto questo è storia.
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