MESTRE (VE) - Domenica 19 dicembre è finalmente entrato in servizio il tram di Mestre. Il convoglio inaugurale con a bordo il Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, addobbato con palloncini e coccarde, è partito dal deposito di Favaro alle 10.45, preceduto da un tram "apripista" e accompagnato dalle forze dell'ordine.
Arrivato al capolinea provvisorio di Via Sernaglia, dopo aver attraversato il centro di Mestre, ha invertito la marcia ed è tornato in Via Olivi. Ad attenderlo, oltre alla banda di Tessera e a un piccolo buffet a base di panettone, prosecco e vin brulé, c'era anche un gruppetto di contestatori della Lega Nord, contrari all'opera, muniti di volantini e bandiere.
"Oggi finalmente diamo alla città questo mezzo moderno - ha detto il sindaco Giorgio Orsoni - che fa fare un salto di qualità a tutto il territorio." E nei confronti di quei commercianti che temono di perdere clienti con la riduzione del traffico, ha proseguito: "Sono convinto che anche chi oggi manifesta qualche dubbio sull'opportunità di questo mezzo di trasporto si ricrederà presto».
Per il resto della giornata, fino a sera, il tram ha circolato gratuitamente fra i due capolinea, per permettere all'utenza di familiarizzare con il nuovo mezzo. L'affluenza è stata molto consistente e si è arrivati a situazioni di vero e proprio sovraffollamento.
Da lunedì 20 inizia il servizio a regime, tra le 6 e le 21.30 circa, con corse ogni 7,5 minuti nella fascia di punta mattutina e ogni 10 minuti per il resto della giornata. Da verificare se questa cadenza (che è inferiore a quella prevista a rete completa) sarà sufficiente o dovrà essere aumentata, specialmente a mezzogiorno e nella fascia di punta pomeridiana.
Il Translohr di Mestre, mezzo articolato su gomma a guida vincolata, è lo stesso sistema adottato dalla vicina città di Padova. Da quest'ultimo si differenzia per avere quattro casse invece che tre, per una capienza complessiva di circa 280 passeggeri; la coloritura, inoltre, è rossa invece che blu, ed è stata scelta fra altre possibilità per mezzo di un sondaggio condotto fra la popolazione. A bordo dei mezzi non è stato ancora allestito alcuno schema o mappa della rete; sono in funzione i display indicanti la prossima fermata (a dire il vero con caratteri un po' troppo piccoli) e gli annunci audio. L'assenza di pulsanti di richiesta fermata, presenti sugli autobus, ha colto alla sprovvista i più: per aprire e chiudere le porte, sia dall'interno che dall'esterno, si deve premere l'apposito pulsante verde. Gli aspetti positivi più evidenti del nuovo tram sono l'efficace accelerazione, la frenatura più "morbida" e soprattutto la coordinazione del transito agli incroci con il "verde" dei semafori. Caratteristiche, queste, che consentono di fatto un discreto aumento della velocità commerciale rispetto al servizio con autobus, a patto di non rimanere imbottigliati nel traffico.
Dal punto di vista della circolazione stradale, in effetti, l'inserimento del nuovo mezzo nella rete viaria cittadina non è certo un fatto di poco conto. Il tram circola perlopiù in strade strette, con una corsia per senso di marcia, e solo parzialmente in sede riservata; sono stati istituiti molti sensi unici o divieti di transito per il traffico privato, non senza vigorose proteste di parte della popolazione. In certi casi, nelle vie Ca' Rossa e San Donà, alcune traverse sono state rese cieche perché sbucavano in corrispondenza delle fermate del tram, i cui marciapiedi sono alti più di venti centimetri e non possono essere "spezzati". Motivo, questo, per cui anche molti passi carrabili hanno dovuto essere spostati o soppressi. Alla luce di tutto ciò è stata condotta una rilevante campagna informativa, per mezzo stampa e dépliant, su come pedoni, ciclisti e automobilisti debbano comportarsi nei confronti del tram, nelle strade ove esso circola.
Contestualmente all'entrata in servizio del tram, la rete automobilistica vede la modifica di tre linee (9, 15 e 19), l'istituzione di due linee nuove (4L e 45) e la soppressione di tre linee storiche della rete mestrina, ovvero 4, 4/ e 14, esistenti da moltissimi anni, il cui percorso tra Mestre e Favaro viene sostituito dal tram appena inaugurato.
La tratta attivata, 6 km dal deposito di Via Monte Celo a Favaro fino al capolinea provvisorio di Via Sernaglia, è in realtà l'unione provvisoria di due subtratte che a regime dovrebbero corrispondere a due linee diverse: Favaro - Mestre centro - Venezia e Mestre centro - Marghera. Non essendo ancora stati costruiti né il cavalcavia di San Giuliano né il tunnel sotto la stazione di Mestre, necessari al completamento della rete, si è deciso per un'attivazione parziale, senza alcun servizio nelle tratte già pronte di Marghera e Viale San Marco. Negli scorsi mesi, con l'idea di completare la rete in meno tempo e con minor spesa, sono state proposte delle modifiche al progetto iniziale: in particolare, un diverso percorso per raggiungere Venezia (Via Torino anziché San Giuliano) e un cavalcavia anziché un tunnel per superare la stazione di Mestre. Entrambe le idee si sono rivelate peggiorative del progetto originale, che è stato definitivamente confermato. Ora, quando sono già passati sei anni dall'inizio dei lavori, si parla di ulteriori 24-30 mesi per il completamento finale della rete e l'attivazione delle due linee; nel frattempo si pensa già a due prolungamenti, dal capolinea di Favaro all'Aeroporto di Tessera (4,5 km) e da Piazzale Roma a San Basilio (1,5 km). In ogni caso l'amministrazione conta di completare il progetto originale entro fine mandato.
Va ricordato che il progetto di una metropolitana sublagunare a Venezia, qualora venisse approvato, prevederebbe l'utilizzo dei medesimi convogli del tram di Mestre, permettendo così un rivoluzionario servizio unico e senza cambi tra le due parti (insulare e di terraferma) della città.
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