BOLOGNA - Corre 23 metri sotto terra il futuro dell'alta velocità ferroviaria a Bologna. Nel corso di un viaggio tecnico, Rete Ferroviaria Italiana ha presentato il nuovo passante del capoluogo emiliano con annessa stazione AV (in fase di completamento), a bordo del treno diagnostico di RFI ETR.500 Y2, adesso nella nuova livrea e con il nuovo nome Dia.Man.Te acronimo di Diagnostica Manutenzione Tecnologia.
In preesercizio da domenica 10 giugno, il passante bolognese si sviluppa per 17,8 km, prevalentemente in galleria, mettendo in comunicazione le linee alta velocità Firenze - Bologna e Bologna - Milano, con interconnessioni per Venezia e Verona.
Il primo tratto, lungo circa 10 km, è quasi interamente in sotterraneo e per buona parte sotto la città di Bologna: ha origine dal limite sud del nodo bolognese presso il Bivio Emilia nella galleria Pianoro (a doppio binario e canna unica) per sboccare in prossimità del ponte sul fiume Savena; la linea rientra quindi immediatamente in galleria, con la separazione dei due binari in due gallerie distinte e affiancate. Si incontra il POC - Posto di Confine dove avviene il passaggio dai 25 kV in c.a. ai 3 kV in c.c. per proseguire verso la nuova stazione sotterranea, preannunciata da una curva a sinistra. Qui si riaffianca l'altro binario ed avviene l'accesso nell'unico camerone della stazione; i binari proseguono quindi affiancati in galleria artificiale, per impegnare il secondo tratto del passante, che si sviluppa per 7,8 km costituendo il passante superficiale AV, per raggiungere il limite Nord del nodo verso Milano.
Questo tratto comprende un viadotto sul fiume Reno, nonchè le interconnessioni con le linee per Venezia e per Verona.
La linea corre fino a 23 metri nel sottosuolo di Bologna, con 7,5 chilometri di gallerie naturali e 2,5 in gallerie artificiali; 5,9 km in trincee e rilevati e 1,9 in ponti e viadotti. 18 le imprese affidatarie per la costruzione dell'opera, con impegnate circa 400 maestranze/giorno per un costo complessivo di 1 miliardo e 900 milioni di Euro ed un avanzamento lavori prossimo all'80% a giugno 2012.
La velocità massima ammessa sul passante è di 180 km/h, 110 km/h nell'ambito della stazione Bologna AV; raggio minimo di curtvatura 475 metri e pendenza massima 15 per mille. La circolazione è gestita con ERTMS sull'intero tracciato, mentre la linea è elettrificata a 25 kV in c.a. nel primo tratto, ed a 3 kV corrente continua nella parte successiva.
Costituita da un camerone interrato di 642 metri per 56 e profondo 23 metri, la nuova stazione sotterranea di Bologna è stata realizzata mediante uno scavo a cielo aperto tra i più grandi mai realizzati in Europa in ambito urbano.
Il camerone si sviluppa su tre livelli:
-7 metri piano carrabile "Kiss & Ride" formato da una strada sotterranea che attraversa la stazione in senso longitudinale, accessibile a taxi, auto private, mezzi di servizio e di soccorso.
-15 metri piano Hall con servizi di stazione e attività commerciali;
-23 metri piano binari composto da due binari di corretto tracciato e due di precedenza attrezzati con marciapiedi per servizio passeggeri.
Sarà necessario attendere ancora alcune settimane prima che i primi treni in servizio commerciale possano percorrere il passante bolognese. Inizialmente sarà attraversato dai treni Frecciarossa no stop Napoli - Roma - Milano di Trenitalia, consentendo un ulteriore risparmio di minuti preziosi sui tempi di percorrenza, che si attesteranno a 2 ore e 40 minuti tra Roma Tiburtina e Milano Rogoredo; contestualmente alla entrata in servizio su questa relazione dei collegamenti senza fermate intermedie, da fine agosto sarà la volta dei treni Italo Roma - Milano no stop di Nuovo Trasporto Viaggiatori.
Da dicembre 2012, infine, anche i treni Frecciarossa, Frecciargento e Italo con fermata a Bologna fermeranno nella nuova stazione sotterranea, ovvero quando saranno completati i lavori di costruzione.
Tutto ciò consentirà di decongestionare la stazione di Bologna Centrale dai treni alta velocità, che attualmente in direzione sud nord lasciano la linea veloce nei pressi di San Ruffillo, impegnando per alcuni chilometri la storica Direttissima Bologna - Prato e quindi lo scalo bolognese.
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