ROMA - La Metro C di Roma è diventata realtà. A 34 anni di distanza dall'ultima apertura di una nuova linea, alle 5.30 di domenica 9 novembre i primi treni hanno collegato il tratto fra Monte Compatri-Pantano e Parco di Centocelle.
Come da tradizione non c'è stata nessuna cerimonia particolare; il sindaco di Roma Ignazio Marino ha viaggiato sulla nuova linea in mattinata. Qualche problema per il primo treno partito da Parco di Centocelle: un guasto ha bloccato il convoglio alla fermata Due Leoni-Fontana Candida, dopo circa 10 minuti il treno ha potuto proseguire la corsa verso il capolinea di Pantano.
Sono serviti 7 anni di lavoro per inaugurare, in ritardo, la prima tratta. Quindici le stazioni servite nel quadrante sud-est della Capitale sui 12,5 km di percorso, di cui 8,2 km in superfice su quello che era il sedime della Roma Laziali-Fiuggi. Nel tratto sotterraneo la linea C corre a 30 metri di profondità all'interno di due gallerie a singolo binario.
I treni della linea non hanno conducente a bordo, controllati e guidati dal Sistema di Automazione Integrale 'driveless' Ansaldo che consente di gestire la linea in modo completamente automatico, analogamente a quanto accade sulle linee di Milano (M5), Brescia e Copenaghen.
Ciascun convoglio è composto da sei vagoni climatizzati, con 204 posti a sedere e una capienza massima di 1.200 passeggeri.
Il sistema di automazione e gestione operativa da remoto della linea C è nel deposito/officina di Graniti, dove risiede il Posto Centrale di Controllo. Per i primi mesi di servizio la frequenza dei treni sulla linea C è di 12 minuti, con la prima corsa alle 5.30 del mattino e l'ultima partenza dai rispettivi capolinea alle 18.30, per permettere il pre-esercizio nella tratta successiva fino a Lodi, la cui apertura è prevista per l'estate 2015.
Lo step successivo, a metà 2016, sarà l'arrivo a San Giovanni, dove ci sarà l'interscambio con la linea A. Nel 2020 è previsto l'apertura fino a Colosseo, dove si incrocerà la linea B, mentre è ancora fosco il futuro per la tratta successiva. L'intenzione è di arrivare fino ad Ottaviano ed al secondo interscambio con la linea A, con però le probabili cancellazioni delle importanti fermate Argentina e Chiesa Nuova, nel centro storico di Roma. All'appello mancano almeno un miliardo e mezzo di euro che devono ancora essere stanziati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
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