BOSA (Oristano) - La locomotiva si annuncia in lontananza con un lungo fischio che irrompe nella quiete mattutina di Bosa Marina. Comincia così la giornata del Trenino Verde, che dalle invitanti spiagge di Bosa risalirà verso l'entroterra con il suo carico di turisti diretti a Macomer, oggi come ogni mercoledì da giugno a settembre a bordo della storica carrozza Bauchiero trainata da una locomotiva Diesel.
La Macomer - Bosa è una delle quattro linee dell'ARST - Trasporti Regionali della Sardegna (in precedenza FdS - Ferrovie della Sardegna) oggi chiuse all'esercizio commerciale e percorse esclusivamente dal "Trenino Verde della Sardegna", marchio con il quale vengono identificati tutti i servizi ferroviari turistici sull'Isola.
Complessivamente 427 chilometri di ferrovia a scartamento ridotto 950 mm, che attraversano paesaggi naturalistici di rara bellezza quali la Sassari - Tempio Pausania - Palau, la Mandas - Sorgono, la Mandas - Seui - Arbatax (temporaneamente interrotta tra Seui e Gairo per l'impraticabilità di un ponte in ferro tra le due località) e appunto la Bosa - Macomer del viaggio odierno. Tutte linee percorse da automotrici o locomotive Diesel con carrozze, mentre è praticamente scomparsa la trazione a vapore in quanto le locomotive di Macomer e Sassari necessitano di interventi di revisione, mentre risulta atta solo la FCS 400 Reggiane di Cagliari, comunque ferma nei mesi più caldi per il rischio incendi che potrebbero essere innescati da scintille.
Il breve convoglio, arrivato vuoto da Macomer, ha intanto raggiunto la stazioncina di Bosa Marina. L'impianto sulle prime sembrerebbe abbandonato, anche per via del fabbricato di stazione chiuso e non agibile, ma all'improvviso si anima con l'arrivo del capostazione giunto "su chiamata" per la giratura a mano degli scambi. Tra bagnanti diretti in spiaggia che attraversano i binari di stazione non curanti dei movimenti in atto sul piazzale e il possente rombo del motore Diesel della locomotiva che va avanti e indietro, in pochi minuti si consuma la manovra di riposizionamento della LDe 611 in testa al convoglio. Infine con una retrocessione di poche decine di metri il treno si porta alla vicina fermata del Trenino Verde Point per accogliere i turisti a bordo.
In quello che fu il casello 32 della progressiva chilometrica 46+032 ha sede il centro servizi di Esedra Escursioni, cooperativa che gestisce e commercializza i viaggi del Trenino Verde sulla Bosa - Macomer ed altri servizi turistici quali escursioni, transfer, ecc.
Adagiata sulle sponde del fiume Temo, unico corso d'acqua navigabile della Sardegna per circa 6 km, la cittadina di Bosa con quasi 8.000 abitanti è il principale centro abitato della Planargia. Caratterizzata dal colorato borgo storico sovrastato dal castello di Serravalle, Bosa ha conosciuto un discreto sviluppo economico nel XIX secolo proprio grazie all'arrivo della ferrovia.
Il trattamento delle pelli, che avveniva nelle vecchie concerie lungo la sponda del Temo oggi divenute monumento nazionale, rappresentava una delle principali attività economiche del passato; nonostante l'ubicazione sul mare e la presenza di un porto, Bosa non vantava né ieri né oggi una particolare tradizione marinara legata alla pesca.
L'economia odierna è basata essenzialmente sul turismo, vista la vicinanza all'aeroporto di Alghero e la disponibilità di ampie spiagge di sabbia.
La linea, inaugurata il 26 dicembre 1888, metteva in comunicazione la cittadina di Bosa con gli altri comuni della Planargia e Macomer attraverso 58,103 chilometri di strada ferrata. Il tracciato aveva origine da Bosa città e costeggiando per 2 chilometri circa il fiume Temo, giungeva fino all'attuale capolinea del Trenino Verde; questa tratta venne chiusa nel 1981 e successivamente smantellata.
La parte restante da Bosa Marina a Macomer, chiusa anch'essa il 14 giugno 1981 per l'eccessivo degrado dell'armamento che non consentiva più lo svolgimento dell'esercizio ferroviario in sicurezza, venne parzialmente riaperta nel 1982 tra Macomer e Tresnuraghes ed infine definitivamente trasformata in ferrovia turistica nel 1995.
Tornando ai giorni nostri, dopo il caffè di rito con i due macchinisti e il capotreno siamo pronti per la partenza. Turisti italiani e stranieri hanno preso posto sulle panche in legno della storica carrozza AA CC 404 con cassa anch'essa in legno, costruita dalla ditta Bauchiero nel 1913 e riportata allo stato d'origine negli anni scorsi, per questo indimenticabile "viaggio nel passato" che durerà complessivamente 3 ore incluse due lunghe soste intermedie. In testa avremmo dovuto avere la locomotiva LDe 601 in livrea d'origine bruna che meglio si abbina alla Bauchiero, ma per un problema alle batterie in partenza da Macomer si è reso necessario sostituirla con la LDe 611 nei colori attuali.
Come da orario la nostra locomotiva muove così dalla fermata del Trenino Verde Point alle 9.15 lasciandosi alle spalle il fiume Temo, per costeggiare subito dopo le spiagge di sabbia di Bosa e del Villaggio Turas. Qui la linea piega verso l'entroterra cominciando a prendere quota e fiancheggiando le colline che circondano Bosa; incontriamo quindi l'unica breve galleria della tratta, posta in curva e lunga soli 35 metri, prima di transitare nella stazione di Mòdolo a 53 metri sul livello del mare. Il tracciato subito dopo ripiega su se stesso regalando una spettacolare vista sul mare e sul golfo di Bosa, con la locomotiva che non sembra troppo affaticata nell'affrontare le rampe che raggiungono il 25 per mille di pendenza.
Stiamo attraversando un'area rinomata per i vigneti di Malvasia, con il binario che asseconda il territorio circostante con andamento curvilineo ed in costante ascesa, fino a giungere sull'altopiano di Tresnuraghes.
Un aneddoto su questo specifico tratto di linea ci viene raccontato da un bosano, che quando era giovane usava prendere il treno per recarsi a Macomer: l'automotrice Diesel, a quei tempi affollata di passeggeri tra cui diversi militari, arrancava lentamente lungo la salita. Talmente era ridotta l'andatura del mezzo che sovente alcuni militari usavano saltare giù dal treno "in corsa", approvviggionarsi di uva nei ricchi vigneti e risalire lungo il costone per tornare al volo a bordo dell'automotrice che nel frattempo aveva percorso il tornante.
Questa prima parte della linea presenta un tracciato particolarmente lungo e tortuoso (comunque con curve di raggio mai inferiore ad 80 metri) che venne individuato in sede di progettazione per accogliere le proteste, in particolare delle popolazioni di Tresnuraghes, Magomadas e Cuglieri ma anche della Planargia tutta, insorte quando fu ventilata la costruzione della ferrovia passando a nord est, ovvero seguendo il più agevole e breve itinerario lungo il fiume Temo, che però avrebbe tagliato fuori diversi centri abitati del sud est peraltro attraversando aree poco o per nulla abitate. La stazione di Tresnuraghes fu così il giusto compromesso per servire anche gli abitati di Magomadas e Cuglieri.
A Tresnuraghes il nostro Trenino Verde effettua la prima fermata, con la discesa dei turisti per una degustazione di dolci locali e Malvasia all'ombra dei pini di stazione.
Qui come a Bosa Marina è presente una piccola piattaforma girevole manuale, entrambe messe in opera nella seconda metà degli anni '90 per la giratura della locomotiva Breda n.5, oggi ferma ed inutilizzabile a Macomer causa caldaia scaduta.
Il viaggio riprende con il convoglio che torna a "martellare" sulle vecchie rotaie da 27 kg/m in barre da 9 metri con giunto sfalsato, con "ritmi ferroviari" di altri tempi sconosciuti ai più giovani. Recentemente sono stati effettuati alcuni interventi di sostituzione delle traversine e chiavarde più vecchie con elementi nuovi che a colpo d'occhio risaltano nella cromia del vecchio armamento dal color ruggine.
La velocità massima del treno comunque supera di poco i 25 km/h, con i due macchinisti in cabina sempre concentrati sulla linea: sono numerosi i passaggi a livello che incontriamo e mentre quelli sulle Strade Statali 129bis e 295 o sulle altre arterie principali sono presenziati da due casellanti che anticipano il treno con un'auto, i restanti attraversamenti a raso su strade private o tratturi sono protetti solo dalla croce di Sant'Andrea e richiedono lunghi fischi in approccio e transito a passo d'uomo. In più il lungo avancorpo della locomotiva non agevola la visuale dalla cabina e quindi è prassi per i macchinisti viaggiare affacciati ai finestrini laterali.
Intanto il paesaggio è cambiato e dai vigneti siamo adesso in un territorio destinato alla pastorizia, ma anche caratterizzato da folti boschi di lecci e castagni. Nell'ordine si susseguono i centri abitati di Tinnura e Sindia con le relative stazioncine. Poco dopo Sindia la LDe 611 e la sua Bauchiero si arrestano in prossimità di un casello attrezzato con banchina, per la visita dell'abbazia cistercense di Santa Maria di Corte, complesso monastico datato al 1147 e considerato fra i più antichi d'Europa di cui è giunta fino ai giorni nostri solo una minima porzione del fabbricato d'origine.
Naturalmente oltre al nostro non c'è nessun treno in linea e possiamo sostare tutto il tempo necessario.
I 30 minuti della visita guidata passano in fretta e si torna a salire attraverso la boscaglia finché qualche chilometro dopo, precisamente poco prima della fermata di Bara, il Trenino Verde raggiunge il punto più alto della linea a 637 metri sul livello del mare.
Gli ultimi 5,5 chilometri di linea sono in discesa e presentano pendenze fino al 28 per mille con curve di 80 metri di raggio, con il tracciato che sottopassa in un punto il ponte in pietra della linea FS Cagliari - Sassari immortalato in numerose foto di tutti i tempi con treni delle due aziende in posa.
Una curva decisa a destra in prossimità dell'ennesimo passaggio a livello precede di poco l'affiancamento al binario da Nuoro, con i due tracciati che correranno paralleli per un breve tratto prima di confluire nella stazioncina di Macomer, a 572 metri di altitudine, posta di fronte alla stazione FS della linea Cagliari - Sassari.
Qui poco dopo le 12 si conclude il viaggio del Trenino Verde, con la centenaria Bauchiero che incontra i moderni complessi Stadler da poco consegnati e destinati al servizio per Nuoro, come in un passaggio di consegne tra passato e futuro di questa ferrovia.
Macomer sorge a 563 metri sul livello del mare nell'interno della Sardegna, in un contesto orografico che spazia dal collinare al montuoso con il Monte di Sant'Antonio che raggiunge quota 808 metri nel punto più alto.
La cittadina ha conosciuto un importante sviluppo demografico grazie anche all'arrivo delle due linee ferroviarie di FS e FdS: a partire dall'ultimo ventennio del XIX secolo la popolazione di Macomer è infatti cresciuta da circa 2.500 abitanti fino agli oltre 11.000 di fine XX secolo.
L'economia di Macomer è basata essenzialmente su allevamento e commercio, oltre al ramo tessile che ha visto un calo negli ultimi anni.
L'escursione della Cooperativa Esedra si completa presso il vicino Museo etnografico "Le Arti Antiche" ospitato in una casa ottocentesca di Macomer, con annessa degustazione di salumi e formaggi sardi, accompagnati da vino rosso.
La giornata a bordo della Bauchiero finisce qui, con il viaggio di ritorno verso Bosa che avviene con pullman di linea dell'ARST, con arrivo dopo le 14 e quindi con la possibilità di trascorrere il pomeriggio in spiaggia.
Il costo del pacchetto è di 48,00 Euro comprensivo di tutte le visite, guida, degustazioni, treno in andata e pullman in rientro.
Per informazioni su questo viaggio ed altri servizi della Cooperativa Esedra: www.esedraescursioni.it
Per il soggiorno a Bosa Marina si consiglia l'Hotel Al Gabbiano - www.hotelalgabbiano.it ubicato a poche decine di metri dal punto di partenza del Trenino Verde, dispone di ristorante interno, parcheggio e spiaggia privata.
Il servizio ferroviario sulla linea Macomer - Bosa si effettua anche tutti i sabati da giugno a settembre con automotrice Diesel e senza visite, degustazione e guida. Partenza alle 9.00 da Macomer con arrivo alle 11.25 a Bosa Marina; ritorno partenza alle 15.45 con arrivo a Macomer alle 18.10.
Per tutti i dettagli consultare www.treninoverde.com
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