ROMA - Cambiano a sorpresa i vertici di Trenitalia. Barbara Morgante si è dimessa dalla carica di amministratore delegato dopo appena due anni dal suo insediamento. Ferrovie dello Stato Italiane ha subito designato il nuovo Cda dell'azienda che si occupa del trasporto ferroviario viaggiatori riconfermando Tiziano Onesti presidente.
A ricoprire la carica di amministratore delegato e direttore generale Orazio Iacono, che arriva dalla Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia; a completare il nuovo Cda, che sarà nominato dalla prossima assemblea di Trenitalia, ci sono Paolo Colombo, Antonella D'Andrea e Maria Rosaria Maugeri.
Barbara Morgante resta sempre nella holding FSI, e andrà ad assumere la responsabilità della Direzione Centrale Governance Partecipazioni Estere del Gruppo FS Italiane, costituita con l'obiettivo di gestire lo sviluppo e la valorizzazione delle attività internazionali del Gruppo FS.
L'addio della Morgante potrebbe essere frutto degli attriti con l'AD di FSI, Renato Mazzoncini, sulle prospettive di sviluppo dell'Alta Velocità in Italia nei prossimi anni. Nel Piano Industriale FSI c'è infatti la volonta di quotare in Borsa la società che gestisce Frecce ed Intercity, lasciando in mani pubbliche l'infrastruttura ferroviaria. In un comunicato, FSI mette di fatto a tacere le voci di dissidi interni complimentandosi con l'operato di Barbara Morgante alla guida di Trenitalia: "I risultati positivi, economici e industriali, conseguiti nel biennio appena trascorso, rendono l'incarico di Barbara Morgante in Trenitalia un processo compiuto e costituiscono un modello di successo e determinazione. In particolare annoveriamo, tra le attività portate a compimento, lo scorporo della Divisione Cargo che ha fatto nascere nel 2017 il Polo Mercitalia".
A confutare la tesi di FSI i numeri dell'esercizio 2016, chiuso con un margine operativo lordo in aumento del +9,2%, passato da 718 milioni del 2015 a 783,9 milioni di euro.
Nello stesso periodo invece la redditività dei servizi di trasporto passeggeri a lunga distanza (comprensivi sia delle Frecce, sia dei treni notturni e diurni a lunga) è diminuita, con un mol pari a 607,6 milioni rispetto a 783,9 milioni del 2015, con un calo pari a -22,5%.
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