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Approfondimenti









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da Approfondimenti del 23 febbraio 2018

Il Trenino Rosso del Bernina, lo spettacolo nella natura

di Giancarlo Scolari

TIRANO (Sondrio) - L'azzurro del cielo, il bianco delle distese di neve in inverno o il verde dei prati in estate, si sposano alla perfezione con il rosso dei treni come a completare un quadro paesaggistico. Parliamo della Ferrovia del Bernina che collega Tirano a St. Moritz facente parte della più ampia rete della Ferrovia Retica che arriva a toccare Coira e Disentis/Muster. I 122 chilometri di binario da Thusis a St. Moritz della linea dell'Albula e i quasi 61 del Bernina fino a Tirano hanno ottenuto dall'UNESCO il titolo di Patrimonio dell'Umanità insieme alle zone attraversate.
Costruita fra il 1906 e il 1910 a scopo turistico, la linea raggiunge con ardite opere di ingegneria ferroviaria un'altitudine massima di 2.253 m, ed è la più alta ferrovia ad aderenza naturale delle Alpi, oltre che una delle più ripide al mondo con una pendenza massima del 70 per mille.

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1. Il Trenino Rosso del Bernina costeggia il Lago Bianco nei pressi di Ospizio Bernina (Foto RhB)

Grazie alla costruzione agli inizi del '900 della centrale elettrica di Brusio, la ferrovia dalla sua apertura ha potuto avere la trazione elettrica; inizialmente aperta solo nei mesi estivi, dall'inverno 1913-1914 la linea è in funzione tutto l'anno. Lungo i 60,668 km da Tirano a St. Moritz (di cui solo il 3% in territorio italiano), la linea attraversa ben 52 ponti e 13 gallerie, con un dislivello di oltre 1.400 metri. Sono oltre 200 mila ogni anno i passeggeri che, provenienti da ogni angolo del mondo, viaggiano sul "Trenino Rosso del Bernina" e sul Bernina Express. A questi si aggiungono circa 55 mila tonnellate di legna trasportata.
Il materiale rotabile è vario, si va dalle nuove automotrici ABe 8/12 della Stadler ribattezzate dalla RhB "Allegra", entrate in servizio a partire dal 2010, alle meno recenti ABe 4/4 II, costruite tra il 1964 e il 1972. Per gran parte dei treni a queste automotrici vengono agganciate vetture di prima e seconda classe, e in alcuni collegamenti carrozze panoramiche. Non è raro trovare agganciato in coda anche qualche carro merci di trasporto legname.

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2. Una ABe 4/4 pronta a partire da Tirano verso St. Moritz (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
3. Un ABe 8/12 Allegra di Stadler in attesa di lasciare Pontresina per Tirano (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)

Il Trenino Rosso del Bernina circola tutto l'anno con cadenza quasi oraria. La prima corsa diretta da Tirano parte alle 7.40 del mattino, mentre l'ultima corsa diretta da St. Moritz a Tirano è alle ore 16.48. Grazie alla flessibilità del biglietto, si possono effettuare con lo stesso titolo di viaggio più soste durante il percorso, proprio per poter apprezzare al meglio le zone attraversate.

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4. Un convoglio in partenza da Ospizio Bernina verso St. Moritz (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
5. Così a Pontresina appariva un Allegra questo inverno durante una bufera di neve dopo aver effettuato il viaggio da Tirano (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)

Il viaggio inizia da Tirano, graziosa cittadina di circa 10 mila abitanti in provincia di Sondrio. La stazione di testa della RhB si trova nel piazzale della stazione FS ed è stata costruita nel 1927 in stile liberty. Consigliamo una sosta a Tirano, con il suo piccolo e ben tenuto centro storico, dove poter assaggiare le varie specialità gastronomiche che offre la Valtellina, come i pizzoccheri, la bresaola, i vari formaggi della zona e il buon vino locale e la visita al Santuario della Madonna di Tirano, che come vedremo più avanti è anche uno degli "attori" della linea del Bernina, con il suo stile barocco e l'imponente campanile che svetta sulla valle.
Partito dai 429 metri della stazione di Tirano, il treno dopo meno di un chilometro attraversa in diagonale la piazza che dà sul retro del Santuario e si immette in sede promiscua sulla statale del Bernina per qualche centinaio di metri. Già dalla partenza il Trenino Rosso dà spettacolo.

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6. Il passaggio del Trenino Rosso del Bernina sull'attraversamento della SS 36 alle spalle del Santuario della Madonna di Tirano (Foto RhB)
7. Il treno ha appena attraversato la piazza che dà sul retro del Santuario della Madonna di Tirano e sale nel tratto promiscuo della strada Statale del Bernina (Foto Giancarlo Scolari, 11 dicembre 2017)

Comincia subito la salita verso il passo, dopo 2,5 km circa arriva il confine Italia-Svizzera e poco dopo la stazione di Campocologno con la sua centrale idroelettrica. Costruita a inizio '900, era all'epoca la più grande d'Europa grazie anche alle acque che vi confluivano dal Lago di Poschiavo. Continuando in costante salita si arriva al punto più famoso di tutta la linea: il Viadotto di Brusio. Scendendo alla fermata di Brusio è possibile raggiungere a piedi attraverso un sentiero lo spettacolare viadotto in pietra lungo 116 metri a 9 arcate dove il treno compie un giro completo di 360° con un raggio di soli 70 metri per salire di circa 20 metri di quota con questa struttura unica al mondo interamente allo scoperto, una sorta di piccolo plastico ferroviario ma in scala 1:1.

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8. Il viadotto di Brusio visto dall'alto. E' il punto più famoso e tra i più spettacolari dell'intera linea (Foto RhB)
9. Il Treno Rosso del Bernina sta affrontando il viadotto di Brusio (Foto RhB)
10. Vista del viadotto di Brusio dal treno che l'ha appena percorso. (Foto Giancarlo Scolari, 11 dicembre 2017)
11. La stazione di Brusio e l'omonimo paese visti dal treno che sta salendo verso il Bernina (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)

Arrivati a Le Prese, altro tratto in sede promiscua con la statale del Bernina. La fermata successiva è Miralago; da qui si costeggia il Lago di Poschiavo per qualche chilometro. Da Miralago è possibile in estate fare il giro del lago a piedi, passeggiata di circa 2 ore. Il treno giunge così a Poschiavo, una delle stazioni principali della linea dove ha sede un piccolo deposito.

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12. Vista dal treno della stretta vallata che porta al Lago di Poschiavo prima e sul Bernina poi (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
13. La linea del Bernina costeggia con una serie di curve il Lago di Poschiavo (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
14. Il Lago di Poschiavo parzialmente ghiacciato visto dalla fermata di Miralago. (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
15. Le montagne del Bernina si specchiano nelle acque del Lago di Poschiavo. E' lo spettacolo a cui si può assistere stando tranquillamente seduti al caldo del Trenino Rosso del Bernina (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)

Considerata una delle migliori località del Cantone dei Grigioni, è ricca di palazzi e chiese ed è tutelata dalla Svizzera come "località di importanza nazionale". Qui la cucina ha subìto le influenze culturali della vicina Valtellina mantenendo le tradizioni grigionesi. Non mancano quindi i piatti di pasta con grano saraceno arricchiti dalle verdure e le specialità di carni locali.

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16. Mentre il treno affronta la breve ma ripida salita verso il Passo Bernina, dal finestrino si può ammirare lo spettacolo di Poschiavo e della sua valle con sullo sfondo il Lago di Poschiavo (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
17. Il panorama cambia rispetto alla partenza da Tirano. Il cielo azzurro ci permette di apprezzare in pieno la bellezza delle montagne della zona (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
18. La zona della stazione di Alp Grüm in un pomeriggio invernale. (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
19. Una delle tante formazioni di ghiaccio visibili dall'Alp Grüm (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)

Da Poschiavo il Trenino del Bernina lascia la valle per arrampicarsi sulla montagna in direzione del Bernina con vari tornanti stretti e viadotti; a 1934 metri di altezza, dopo il tunnel elicoidale "Val da Pila", si trova la stazione di incrocio di Stablini e a seguire si può ammirare la centrale elettrica di Palü, che prende il nome dall'omonimo monte con il suo maestoso ghiacciaio, visibile dalla fermata di Alp Grüm, a 2.091 metri di altezza, con il suo balcone panoramico sul ghiacciaio e sul sottostante Lago di Poschiavo, posto quasi 1.100 metri più in basso.

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20. Il corto raggio di curvatura favorito dallo scartamento metrico permette di avere una visuale particolare della linea ferroviaria. Qui una curva ripresa dalla vettura di testa (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
21. Vista dall'automotrice di testa del resto del treno con le carrozze panoramiche. (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
22. La stazione di incrocio di Stablini vista sempre dal treno. Pochi chilometri e si arriva all'Alp Grüm (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
23. La stazione di Cavaglia vista dal Trenino Rosso del Bernina posta a 5 chilometri di distanza e quasi 400 metri più in basso del nostro punto di osservazione (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)

Qui consigliamo vivamente una sosta, magari intorno all'ora di pranzo. Il fabbricato della stazione, realizzato nel 1923 su progetto dell'architetto Nicolaus Hartmann jr, è costruito con pietra di cava. All'interno la struttura ospita un ristorante e un hotel, raggiungibili solo a piedi o con il treno. Qui si può pranzare con le gustose specialità locali, dai pizzoccheri alle zuppe o al piatto misto di affettati oppure scegliere il menù da 19 CHF che in occasione della nostra visita offriva minestrone di verdure e un piatto di lesso. Immancabile un boccale di birra locale "Calanda".

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24. Il bellissimo fabbricato viaggiatori della stazione di Alp Grüm visto dal treno in arrivo. Il FV è stato realizzato nel 1923 su progetto dell’architetto Nicolaus Hartmann jr. e costruito con pietra di cava. Ospita un gustoso ristorante ed un albergo (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
25. L'ABe 8/12 Allegra di Stadler in sosta all'Alp Grüm (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
26. Una ABe 4/4 II in arrivo da Tirano sulle caratteristiche curve che precedono la stazione di Alp Grüm (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
27. Il curvone a 180° subito dopo Alp Grüm con vista sul Lago di Poschiavo (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)

Ultimi chilometri di salita per la nostra ferrovia, che passa attraverso una serie di tunnel e di paravalanghe fino al ponte sul Lago Bianco. Siamo nel punto più alto della linea, si costeggia il lago che però in inverno appare come una distesa immensa di ghiaccio. La stazione di Ospizio Bernina è anche il passo ferroviario della linea con i suoi 2.253 metri di altezza.

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28. Il fabbricato viaggiatori di Ospizio Bernina. Ospita un ristoro e un albergo (Foto RhB)
29. Con i suoi 2.253 metri Ospizio Bernina è la stazione più alta della linea (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
30. Un treno da St. Moritz e diretto a Tirano è in arrivo alla stazione di Ospizio Bernina (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
31. Il binario di incrocio della stazione di Ospizio Bernina visto dalla cabina del macchinista. Qui si scollina a 2.253 metri di altezza e comincia la discesa verso Pontresina e St. Moritz (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)

Da qui si possono vedere il ghiacciaio Cambrena, il Sassal Mason ed il Piz Arlas, tutte cime che superano i 3.500 metri di altezza. In estate è possibile effettuare il giro del lago e costeggiare la linea fino alla fermata successiva. Come Alp Grüm, anche Ospizio Bernina ospita un punto di ristoro e un albergo. Per secoli l'Ospizio Bernina è stato utilizzato come punto di sosta e per il trasbordo delle merci da parte dei somieri, rivestendo una vitale importanza nei traffici tra i Grigioni e la Valtellina. Accanto al Lago Bianco c'è il Lago Nero: qui c'è lo spartiacque tra il bacino idrografico del Mediterraneo (dove finiscono le acque del lago Bianco, che si riversano nel Poschiavino, poi nell'Adda, quindi nel Po) e quello del Mar Nero (le acque del Lago Nero scendono fino al torrente Morteratsch, quindi finiscono nell'Inn e poi nel Danubio, che si getta appunto nel Mar Nero).

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32. Il Lago Bianco vicino al passo del Bernina. In inverno è una distesa di ghiaccio (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
33. Poco oltre la stazione di Ospizio Bernina c'è la divisione tra il Lago Bianco e il Lago Nero. Tra i due laghi c’è lo spartiacque tra il bacino idrografico del Mediterraneo (dove finiscono le acque del lago Bianco, che si riversano nel Poschiavino, poi nell'Adda, quindi nel Po) e quello del Mar Nero (le acqua scendono fino al torrente Morteratsch, quindi finiscono nell'Inn e poi nel Danubio, che si getta appunto nel Mar Nero) (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
34. Siamo sempre nella zona dei laghi, ma questa volta in inverno (Foto RhB)
35. Immagine estiva del Trenino Rosso del Bernina nella zona dei laghi (Foto RhB - Erik Suesskind)

Da qui la ferrovia comincia a scendere: si incontrano a seguire Bernina Lagalb con la stazione dell'omonima funivia, e Bernina Diavolezza con la funivia per i quasi 3 mila metri per uno dei punti panoramici più belli dell'alta Engandina. Si arriva così alla stazione di Morteratsch da dove è possibile salire in estate fino alla parte finale del ghiacciaio del Morteratsch. Vicino alla stazione è consigliata, sempre in estate, una sosta al caseificio artigianale, la "Schaukäserei" (aperto giugno-settembre) alle spalle della stazione di Morteratsch. Qui è possibile consumare a prezzo conveniente un frugale pasto a base di formaggi e salumi di produzione locale sui rustici tavoloni all'aperto, oltre alla possibilità di acquisto diretto di prodotti tipici locali (formaggi e salumi).

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36. In lontananza la stazione di Bernina Lagalb da dove parte l'omonima funivia e dove ci attende per l'incrocio un treno da St. Moritz (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
37. Una struttura alberghiera nei pressi di Bernina Lagalb (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
38. A Bernina Suot è il nostro treno a dover attendere il transito del Bernina Express. Al vicino passaggio a livello anche un autobus del servizio pubblico dell'Alta Engandina da Bernina Lagalb a St. Moritz (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
39. Sono numerosi i sentieri e le piste da sci di fondo che costeggiano la linea (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)

Continua la discesa e si arriva ai 1.774 metri di Pontresina, importante nodo di scambio della Ferrovia Retica. Da qui infatti si diramano le linee verso St. Moritz e verso Samedan e Scuol. Mentre la linea del Bernina è nata già con l'elettrificazione a 1 kV a corrente continua, unica nella rete RhB; la linea dell'Albula è stata invece elettrificata solo nel 1919 a 11 kV ~ 16.7 Hz a corrente alternata, alimentazione presente sui restanti 321 km delle Ferrovie Retiche. Sul binario 3 di Pontresina, dove giungono i treni da Tirano, è possibile commutare da un tipo di alimentazione all'altro. Testimone dell'importanza dello scalo la presenza di un deposito a quattro binari.

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40. Momento di affollamento per la stazione di Pontresina con i tre binari occupati. (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
41. A testimoniare l'importanza della stazione di Pontresina l'ampio deposito a quattro binari (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
42. Pontresina con i suoi alberhi di lusso vista dal treno in corsa tra St. Moritz e Pontresina diretto in Italia (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
43. Una chiesa tra Pontresina e St. Moritz (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)

Pontresina con gli anni è diventata una delle più importanti località turistiche della zona. I primi hotel del posto vennero edificati già nel XIX secolo. Il mix architettonico delle belle e antiche case engadinesi con i tipici graffiti del XVII/XVIII secolo e i raffinati stabili alberghieri della Belle Epoque rafforzano il fascino di questa località di villeggiatura di media grandezza. Il moderno Centro congressi completa l'infrastruttura del villaggio. Non mancano i numerosi sentieri sia invernali che estivi con i quali per i più sportivi è possibile raggiungere anche St. Moritz, posta a circa sette chilometri, costeggiando il Lago di Staz, ghiacciato in inverno ma balneabile in estate. Si giunge così a St. Moritz, non prima di aver attraversato il viadotto sull'Inn, il fiume che prima di sfociare nel Danubio attraversa Innsbruck. Da St. Moritz, stazione di testa, parte la linea per Scuol-Tarasp e Coira attraverso il tunnel dell'Albula. E' anche il capolinea del Glacier Express per Andermatt-Briga-Zermatt Racconti di viaggio del 08/01/2018.

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44. Un treno pronto a partire verso il tunnel dell'Albula e Coira da St. Moritz. In testa una RhB Ge 4/4 (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
45. Il viaggio del Trenino Rosso del Bernina volge al termine, siamo in ingresso nella stazione di St. Moritz nei binari alimentati a 1 kV a corrente continua (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)

Situata in Alta Engadina, ad un'altitudine di 1.856 metri, S. Moritz ha un numero annuo di giornate di sole molto sopra la media. Fino al XIX secolo fu un modesto villaggio a economia alpina, sebbene a partire dal XVII secolo le proprietà termali delle acque avessero iniziato ad attrarre facoltosi clienti. Il primo stabilimento termale fu aperto nel 1832, ma fu solo con l'inaugurazione dei primi grandi alberghi, a metà secolo, che iniziò lo sviluppo turistico su larga scala, prima legato al termalismo poi, dalla fine dell'Ottocento, agli sport invernali.

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46. La zona di St. Moritz Dorf dove oltre al Municipio ci sono i negozi dello shopping e gli alberghi di lusso (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)

Il comprensorio ha ospitato ben due Olimpiadi Invernali, nel 1928 e nel 1948, ma anche quattro edizioni dei Campionati mondiali di Sci alpino oltre a numerose gare di Coppa del Mondo e di 18 dei campionati iridati di bob. St. Moritz è famosa anche per la Snow Polo World Cup, l'unico torneo al mondo di polo disputato su un lago ghiacciato. A St. Moritz non esiste un vero e proprio centro storico; la cittadina si divide tra la parte "Dorf", sede del municipio e di molte vie dello shopping con i lussuosi alberghi, e la zona "Bad" delle terme posta dall'altro lato del lago. In estate è possibile fare una piacevole passeggiata intorno al lago, mentre in inverno si può passeggiare sul lago ghiacciato.

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47. Vista del Lago di St. Moritz. In inverno la superficie è ghiacciata e diventa zona di passeggio per i numerosi turisti presenti (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
48. Dalla terrazza che dà sul Lago di St. Moritz in inverno, grazie a questi speciali "telescopi", si può fare un viaggio nel tempo e vedere come è il lago in estate (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
49. La zona Dorf di St. Moritz vista dal Lago di St. Moritz (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)
50. I turisti passeggiano tranquillamente sul Lago di St. Moritz. Il Lago ospita anche una gara di Snow Polo World Cup. In lontananza la zona termale di St. Moritz (Foto Giancarlo Scolari, 21 gennaio 2018)

La Ferrovia del Bernina, con i suoi quasi 61 km, è un'esperienza quasi mistica, dove la bellezza della natura e i miracoli ingegneristici della linea la fanno da padrona. Ma è una esperienza da vivere due volte: sia in estate per la bellezza dei colori, tra il verde dei prati, l'azzurro del cielo e delle splendide acque dei numerosi laghi che in inverno per gli splendidi scenari innevati. Con le montagne a fare da scenografia naturale.
Per qualsiasi informazione https://www.rhb.ch/it/home. Il biglietto da Tirano a St. Moritz costa 32 CHF in seconda classe e 56 CHF in prima mentre quello andata e ritorno ha un costo di 64 CHF in seconda classe e 112 CHF in prima. Per viaggiare sulle vetture panoramiche il costo del supplemento è di 5 CHF a persona. Per poter viaggiare sul Bernina Express, il treno di sole carrozze panoramiche, oltre al costo del biglietto si paga una prenotazione obbligatoria con supplemento di 14 CHF in estate e 10 CHF in inverno.
Il modo migliore per visitare la Svizzera è con i mezzi pubblici. Lo Swiss Travel Pass permette di scoprire il Paese in treno, autobus, battello, alcuni treni panoramici come il Glacier Express e il Bernina Express (prenotazione del posto e supplemento a parte) e sui mezzi pubblici di oltre 75 città oltre a uno sconto del 50% sulla maggior parte delle ferrovie di montagna e all'ingresso gratuito in oltre 500 musei.
Per qualsiasi informazione si può chiamare il numero verde di Svizzera Turismo
00800 100 200 30, gratuito dall'Italia.

Giancarlo Scolari - 23 febbraio 2018

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