TIRANO (Sondrio) - L'azzurro del cielo, il bianco delle distese di neve in inverno o il verde dei prati in estate, si sposano alla perfezione con il rosso dei treni come a completare un quadro paesaggistico. Parliamo della Ferrovia del Bernina che collega Tirano a St. Moritz facente parte della più ampia rete della Ferrovia Retica che arriva a toccare Coira e Disentis/Muster. I 122 chilometri di binario da Thusis a St. Moritz della linea dell'Albula e i quasi 61 del Bernina fino a Tirano hanno ottenuto dall'UNESCO il titolo di Patrimonio dell'Umanità insieme alle zone attraversate.
Costruita fra il 1906 e il 1910 a scopo turistico, la linea raggiunge con ardite opere di ingegneria ferroviaria un'altitudine massima di 2.253 m, ed è la più alta ferrovia ad aderenza naturale delle Alpi, oltre che una delle più ripide al mondo con una pendenza massima del 70 per mille.
Grazie alla costruzione agli inizi del '900 della centrale elettrica di Brusio, la ferrovia dalla sua apertura ha potuto avere la trazione elettrica; inizialmente aperta solo nei mesi estivi, dall'inverno 1913-1914 la linea è in funzione tutto l'anno. Lungo i 60,668 km da Tirano a St. Moritz (di cui solo il 3% in territorio italiano), la linea attraversa ben 52 ponti e 13 gallerie, con un dislivello di oltre 1.400 metri. Sono oltre 200 mila ogni anno i passeggeri che, provenienti da ogni angolo del mondo, viaggiano sul "Trenino Rosso del Bernina" e sul Bernina Express. A questi si aggiungono circa 55 mila tonnellate di legna trasportata.
Il materiale rotabile è vario, si va dalle nuove automotrici ABe 8/12 della Stadler ribattezzate dalla RhB "Allegra", entrate in servizio a partire dal 2010, alle meno recenti ABe 4/4 II, costruite tra il 1964 e il 1972. Per gran parte dei treni a queste automotrici vengono agganciate vetture di prima e seconda classe, e in alcuni collegamenti carrozze panoramiche. Non è raro trovare agganciato in coda anche qualche carro merci di trasporto legname.
Il Trenino Rosso del Bernina circola tutto l'anno con cadenza quasi oraria. La prima corsa diretta da Tirano parte alle 7.40 del mattino, mentre l'ultima corsa diretta da St. Moritz a Tirano è alle ore 16.48. Grazie alla flessibilità del biglietto, si possono effettuare con lo stesso titolo di viaggio più soste durante il percorso, proprio per poter apprezzare al meglio le zone attraversate.
Il viaggio inizia da Tirano, graziosa cittadina di circa 10 mila abitanti in provincia di Sondrio. La stazione di testa della RhB si trova nel piazzale della stazione FS ed è stata costruita nel 1927 in stile liberty. Consigliamo una sosta a Tirano, con il suo piccolo e ben tenuto centro storico, dove poter assaggiare le varie specialità gastronomiche che offre la Valtellina, come i pizzoccheri, la bresaola, i vari formaggi della zona e il buon vino locale e la visita al Santuario della Madonna di Tirano, che come vedremo più avanti è anche uno degli "attori" della linea del Bernina, con il suo stile barocco e l'imponente campanile che svetta sulla valle.
Partito dai 429 metri della stazione di Tirano, il treno dopo meno di un chilometro attraversa in diagonale la piazza che dà sul retro del Santuario e si immette in sede promiscua sulla statale del Bernina per qualche centinaio di metri. Già dalla partenza il Trenino Rosso dà spettacolo.
Comincia subito la salita verso il passo, dopo 2,5 km circa arriva il confine Italia-Svizzera e poco dopo la stazione di Campocologno con la sua centrale idroelettrica. Costruita a inizio '900, era all'epoca la più grande d'Europa grazie anche alle acque che vi confluivano dal Lago di Poschiavo. Continuando in costante salita si arriva al punto più famoso di tutta la linea: il Viadotto di Brusio. Scendendo alla fermata di Brusio è possibile raggiungere a piedi attraverso un sentiero lo spettacolare viadotto in pietra lungo 116 metri a 9 arcate dove il treno compie un giro completo di 360° con un raggio di soli 70 metri per salire di circa 20 metri di quota con questa struttura unica al mondo interamente allo scoperto, una sorta di piccolo plastico ferroviario ma in scala 1:1.
Arrivati a Le Prese, altro tratto in sede promiscua con la statale del Bernina. La fermata successiva è Miralago; da qui si costeggia il Lago di Poschiavo per qualche chilometro. Da Miralago è possibile in estate fare il giro del lago a piedi, passeggiata di circa 2 ore. Il treno giunge così a Poschiavo, una delle stazioni principali della linea dove ha sede un piccolo deposito.
Considerata una delle migliori località del Cantone dei Grigioni, è ricca di palazzi e chiese ed è tutelata dalla Svizzera come "località di importanza nazionale". Qui la cucina ha subìto le influenze culturali della vicina Valtellina mantenendo le tradizioni grigionesi. Non mancano quindi i piatti di pasta con grano saraceno arricchiti dalle verdure e le specialità di carni locali.
Da Poschiavo il Trenino del Bernina lascia la valle per arrampicarsi sulla montagna in direzione del Bernina con vari tornanti stretti e viadotti; a 1934 metri di altezza, dopo il tunnel elicoidale "Val da Pila", si trova la stazione di incrocio di Stablini e a seguire si può ammirare la centrale elettrica di Palü, che prende il nome dall'omonimo monte con il suo maestoso ghiacciaio, visibile dalla fermata di Alp Grüm, a 2.091 metri di altezza, con il suo balcone panoramico sul ghiacciaio e sul sottostante Lago di Poschiavo, posto quasi 1.100 metri più in basso.
Qui consigliamo vivamente una sosta, magari intorno all'ora di pranzo. Il fabbricato della stazione, realizzato nel 1923 su progetto dell'architetto Nicolaus Hartmann jr, è costruito con pietra di cava. All'interno la struttura ospita un ristorante e un hotel, raggiungibili solo a piedi o con il treno. Qui si può pranzare con le gustose specialità locali, dai pizzoccheri alle zuppe o al piatto misto di affettati oppure scegliere il menù da 19 CHF che in occasione della nostra visita offriva minestrone di verdure e un piatto di lesso. Immancabile un boccale di birra locale "Calanda".
Ultimi chilometri di salita per la nostra ferrovia, che passa attraverso una serie di tunnel e di paravalanghe fino al ponte sul Lago Bianco. Siamo nel punto più alto della linea, si costeggia il lago che però in inverno appare come una distesa immensa di ghiaccio. La stazione di Ospizio Bernina è anche il passo ferroviario della linea con i suoi 2.253 metri di altezza.
Da qui si possono vedere il ghiacciaio Cambrena, il Sassal Mason ed il Piz Arlas, tutte cime che superano i 3.500 metri di altezza. In estate è possibile effettuare il giro del lago e costeggiare la linea fino alla fermata successiva. Come Alp Grüm, anche Ospizio Bernina ospita un punto di ristoro e un albergo. Per secoli l'Ospizio Bernina è stato utilizzato come punto di sosta e per il trasbordo delle merci da parte dei somieri, rivestendo una vitale importanza nei traffici tra i Grigioni e la Valtellina. Accanto al Lago Bianco c'è il Lago Nero: qui c'è lo spartiacque tra il bacino idrografico del Mediterraneo (dove finiscono le acque del lago Bianco, che si riversano nel Poschiavino, poi nell'Adda, quindi nel Po) e quello del Mar Nero (le acque del Lago Nero scendono fino al torrente Morteratsch, quindi finiscono nell'Inn e poi nel Danubio, che si getta appunto nel Mar Nero).
Da qui la ferrovia comincia a scendere: si incontrano a seguire Bernina Lagalb con la stazione dell'omonima funivia, e Bernina Diavolezza con la funivia per i quasi 3 mila metri per uno dei punti panoramici più belli dell'alta Engandina. Si arriva così alla stazione di Morteratsch da dove è possibile salire in estate fino alla parte finale del ghiacciaio del Morteratsch. Vicino alla stazione è consigliata, sempre in estate, una sosta al caseificio artigianale, la "Schaukäserei" (aperto giugno-settembre) alle spalle della stazione di Morteratsch. Qui è possibile consumare a prezzo conveniente un frugale pasto a base di formaggi e salumi di produzione locale sui rustici tavoloni all'aperto, oltre alla possibilità di acquisto diretto di prodotti tipici locali (formaggi e salumi).
Continua la discesa e si arriva ai 1.774 metri di Pontresina, importante nodo di scambio della Ferrovia Retica. Da qui infatti si diramano le linee verso St. Moritz e verso Samedan e Scuol. Mentre la linea del Bernina è nata già con l'elettrificazione a 1 kV a corrente continua, unica nella rete RhB; la linea dell'Albula è stata invece elettrificata solo nel 1919 a 11 kV ~ 16.7 Hz a corrente alternata, alimentazione presente sui restanti 321 km delle Ferrovie Retiche. Sul binario 3 di Pontresina, dove giungono i treni da Tirano, è possibile commutare da un tipo di alimentazione all'altro. Testimone dell'importanza dello scalo la presenza di un deposito a quattro binari.
Pontresina con gli anni è diventata una delle più importanti località turistiche della zona. I primi hotel del posto vennero edificati già nel XIX secolo. Il mix architettonico delle belle e antiche case engadinesi con i tipici graffiti del XVII/XVIII secolo e i raffinati stabili alberghieri della Belle Epoque rafforzano il fascino di questa località di villeggiatura di media grandezza. Il moderno Centro congressi completa l'infrastruttura del villaggio. Non mancano i numerosi sentieri sia invernali che estivi con i quali per i più sportivi è possibile raggiungere anche St. Moritz, posta a circa sette chilometri, costeggiando il Lago di Staz, ghiacciato in inverno ma balneabile in estate. Si giunge così a St. Moritz, non prima di aver attraversato il viadotto sull'Inn, il fiume che prima di sfociare nel Danubio attraversa Innsbruck. Da St. Moritz, stazione di testa, parte la linea per Scuol-Tarasp e Coira attraverso il tunnel dell'Albula. E' anche il capolinea del Glacier Express per Andermatt-Briga-Zermatt Racconti di viaggio del 08/01/2018.
Situata in Alta Engadina, ad un'altitudine di 1.856 metri, S. Moritz ha un numero annuo di giornate di sole molto sopra la media. Fino al XIX secolo fu un modesto villaggio a economia alpina, sebbene a partire dal XVII secolo le proprietà termali delle acque avessero iniziato ad attrarre facoltosi clienti. Il primo stabilimento termale fu aperto nel 1832, ma fu solo con l'inaugurazione dei primi grandi alberghi, a metà secolo, che iniziò lo sviluppo turistico su larga scala, prima legato al termalismo poi, dalla fine dell'Ottocento, agli sport invernali.
Il comprensorio ha ospitato ben due Olimpiadi Invernali, nel 1928 e nel 1948, ma anche quattro edizioni dei Campionati mondiali di Sci alpino oltre a numerose gare di Coppa del Mondo e di 18 dei campionati iridati di bob. St. Moritz è famosa anche per la Snow Polo World Cup, l'unico torneo al mondo di polo disputato su un lago ghiacciato. A St. Moritz non esiste un vero e proprio centro storico; la cittadina si divide tra la parte "Dorf", sede del municipio e di molte vie dello shopping con i lussuosi alberghi, e la zona "Bad" delle terme posta dall'altro lato del lago. In estate è possibile fare una piacevole passeggiata intorno al lago, mentre in inverno si può passeggiare sul lago ghiacciato.
La Ferrovia del Bernina, con i suoi quasi 61 km, è un'esperienza quasi mistica, dove la bellezza della natura e i miracoli ingegneristici della linea la fanno da padrona. Ma è una esperienza da vivere due volte: sia in estate per la bellezza dei colori, tra il verde dei prati, l'azzurro del cielo e delle splendide acque dei numerosi laghi che in inverno per gli splendidi scenari innevati. Con le montagne a fare da scenografia naturale.
Per qualsiasi informazione https://www.rhb.ch/it/home. Il biglietto da Tirano a St. Moritz costa 32 CHF in seconda classe e 56 CHF in prima mentre quello andata e ritorno ha un costo di 64 CHF in seconda classe e 112 CHF in prima. Per viaggiare sulle vetture panoramiche il costo del supplemento è di 5 CHF a persona. Per poter viaggiare sul Bernina Express, il treno di sole carrozze panoramiche, oltre al costo del biglietto si paga una prenotazione obbligatoria con supplemento di 14 CHF in estate e 10 CHF in inverno.
Il modo migliore per visitare la Svizzera è con i mezzi pubblici. Lo Swiss Travel Pass permette di scoprire il Paese in treno, autobus, battello, alcuni treni panoramici come il Glacier Express e il Bernina Express (prenotazione del posto e supplemento a parte) e sui mezzi pubblici di oltre 75 città oltre a uno sconto del 50% sulla maggior parte delle ferrovie di montagna e all'ingresso gratuito in oltre 500 musei.
Per qualsiasi informazione si può chiamare il numero verde di Svizzera Turismo
00800 100 200 30, gratuito dall'Italia.
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