GENOVA - Il futuro della E.402.003, unico esemplare assieme alla 005 rimasto a ricordare i cinque prototipi del fortunato gruppo di locomotive elettriche per treni veloci, è ormai segnato, contrariamente a quanto si ipotizzava (vedi News ferroviarie del 10/01/2017). L'unità era accantonata da anni presso il deposito di Venezia Mestre. Con un lungo viaggio durato tre giorni, trainata dalla E.402.107 - quasi una "nipote" - e accompagnata da due carrozze Thello come massa frenata, è stata dunque trasferita a San Giuseppe di Cairo (SV) presso l'azienda incaricata della demolizione.
Costruita da Reggiane-Ansaldo nel 1988, era stata resa simile tecnicamente alle E.402A nel 1999, quando vennero unificate tutte le apparecchiature elettroniche, e utilizzata da sempre in turno promiscuo con queste macchine. L'ultima Revisione Ordinaria era stata eseguita a Foligno e terminata il 26 agosto 2010.
Rimane, a questo punto, solo l'unità 005 preservata da Fondazione FS a ricordare questi prototipi che furono le prime locomotive italiane con azionamento elettronico per treni veloci e pesanti, degne eredi delle "mitiche" Tartarughe E.444.
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