Sulla rete ex LFI (oggi TFT - Trasporto Ferroviario Toscano) resiste ancora un vivace trasporto merci, praticamente estinto - salvo rare eccezioni - sulle altre ferrovie che un tempo si era soliti chiamare genericamente "concesse".
Per far fronte al servizio vengono tutt'ora intensamente utilizzate varie anziane locomotive ex FS, peraltro tenute in perfetta efficienza dalle maestranze del deposito di Pescaiola: si tratta delle E.626.006, E.626.223 ed E.626.311 che con le D.341.1041 e D.341.1063 (quest'ultima recentemente rientrata ad Arezzo al termine di una lunghissima Revisione Generale a suo tempo iniziata presso la FERVET di Castelfranco Veneto) si occupano dei servizi in linea.
La Ne 700.003 è invece competente per le manovre più pesanti e le tradotte assieme ai due 225.7051+7069, curiosamente resi accoppiabili a comando multiplo.
I servizi hanno come destinazioni principali le Officine Ferroviarie OMS di Porrena e la Baraclit di Soci, che produce prefabbricati in cemento armato che vengono inoltrati a destinazione direttamente su rotaia, tramite un raccordo di circa 2 km nei pressi della stazione di Bibbiena.
Il merci in Casentino è di regola settimanale, ma in questi ultimi tempi il traffico merci è particolarmente intenso perché la Baraclit ha in corso un'importante fornitura di manufatti che vengono inviati via ferrovia a Lione.
Di regola i vuoti giungono a Bibbiena a metà mattina al traino di una E.626 che li affida ai mezzi da manovra per l'inoltro allo stabilimento, prendendo a sua volta in carico i vagoni col materiale da inoltrare in Francia; il merci discendente rientra poi ad Arezzo per l'ora di pranzo, dopo un bel po' di manovre di composizione in stazione di Bibbiena, dove di regola sostano i due 225, l'Ne 700 e l'E.626.006.
Il merci per Porrena è invece di competenza di un D.341 per la necessità di effettuare le manovre di presa e consegna sul raccordo non elettrificato con la OMS.
Assistere al servizio merci ordinario svolto con "rotabili storici" è sempre un'emozione e riporta di colpo indietro nel tempo, regalando emozioni ferroviarie che altrove nel nostro Paese è ormai difficile trovare.
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